3;8 CRONOLOGIA STORICA ricoverati. La mancanza d' acqua obbligolli di arrendersi a discrezione. Questa disfatta è una delle più compiute di cui sia fatta menzione nella storia. Gelone vittorioso trascura di portar le sue armi nell’Africa come lo invitavano le circostanze. Egli comincia dal rimunerar quelli che col loro valore gli aveano procurata la vittoria, ciascuno a misura del loro grado, e del merito, manda le più ricche spoglie dei nemici ai templi d’Imera e Siracusa^ congeda i suoi alleati, e ritorna in Siracusa ove edificò un magnifico tempio in onore di Cerere e di Proserpina, proteggi-trici della Sicilia (Diod. 1. V.) La stessa prosperità non minora per niente la sua moderazione. Anassila, tiranno di Reggio, e le città di Sicilia che aveano favoreggiato i Cartaginesi , rientrano facilmente sotto la sua benevolenza. Cartagine stessa, tutta in lagrime, è assolta mercè l’esborso di duemila talenti, a cui poteano montare le spese di una guerra da essolui suscitata, e questa somma viene destinata alla costruzione di due cappelle, in cui come sotto guarentigia degli Dei dovea essere deposto il trattato di pace, colla promessa di non più sacrificar fanciulli a Saturno. I Cartaginesi contenti di aver mercata a sì buon prezzo la pace, fanno dono aDemareta moglie di Gelone di una corona d’oro di dugento talenti. Questa principessa rifuse quest’ oro in una nuova moneta, dal suo nome chiamata Dcmarction. TIRANNI DI AGRIGENTO. migliavano ai muggiti del toro. Falaride non credette di poter meglio rimeritare l’autore di questo lavoro, che col lame il saggio sopra lui stesso: sebbene poscia il tiranno ne usasse contro coloro di cui voleva disfarsi. Benché occupato egli fosse del pensiero di conservarsi nella tirannia, non tralasciava però di mantener relazione co’filosofi. Tra i quali Zenone che non aveva potuto riuscire a persuadergli di abdicare la tirannia, formò contro di lui una cospirazione, die fu scoperta. Mentre veniva sottoposto alla tortura nella pubblica piazza, il filosofo indiresse la parola agli Agrigentini, e parlò loro con tanta forza contro la tirannia e la loro viltà in sopportarla, eh’essi gettaron-