DELLA REPUBBLICA DI CARTAGINE 49i vali son tutto ciò clic di un’ armata sì numerosa può involarsi alla spada o alle catene dei Romani. Asdrubale e Si-face raccolgono i loro avanzi dispersi, e con un rinforzo di Celtiberi rannodano una nuova oste di trentamila uomini, alla cui testa marciano di nuovo contro i Romani. I Cartaginesi sono disfatti una seconda volta il 24 aprile, e Lelio fa prigioniero Sifacc. Dopo questa vittoria Scipione s’impadronisce di parecchie città. Al suo avvicinarsi, la guarnigione di Tunisi abbandona la piazza. Annojato della lunghezza dell’ assedio o piuttosto del blocco d’Ùti-ca si fa a tentare con successo del pari tenue l’assedio d’ ippona. Allora egli fa bruciar le sue macchine, saccheggia alcune provincie vicine, e fa alleanza con altre. I Cartaginesi richiamano Annibaie in Africa. Cartagine domanda la pace al generale romano, che le accorda una tregua durante la quale essa spedisce deputati a Roma. Intanto Magone ch’era penetrato nell’Jnsubria, vi è disfatto da M. Cornelio e P. Quintilio Varo in una fazione in cui egli perde cinquemila uomini e venti stendardi, uccidendone però duemilatrecento ai Romani, e la parte migliore della dodicesima loro legione, e si ritira poscia in buon ordine nel paese degli lngauni. Quivi riceve ordine di far ritorno a Cartagine e muore per cammino. Gli ambasciatori cartaginesi sono mal accolti a Roma, ma i loro generali aveano di già violata la tregua, e commesse azioni contrarie ad ogni dritto delle genti. Annibaie lascia Italia, ritorna a Lepti in Africa, si fortifica quanto più può coll’alleanza di alcuni principi vicini,s’impadronisce od a buon grado, 0 colla forza di parecchie fortezze e segnatamente della riguardevole città di iXace. Di là s'avanza sino a Zama cinque giornate discosta da Cartagine. I maggiori generali che abbia la terra veduto a nascere, Scipione cioè ed Annibaie, intavolano (202) trattative di pace, nè possono accordarsi. Ciascun d’essi si dispone a battaglia, la quale ebbe luogo l’indomani verso la metà di ottobre nelle pianure di Zama. Scipione stesso vi ammira la bella tenuta di Annibaie:, nondimeno la vittoria si dichiara pei Romani, i quali s’impadroniscono dello stesso campo dei Cartaginesi. Essa costò la vita a più che ventimila di questi, e la libertà ad ottomila, mentre i Romani non vi perdettero che quattro a