DEI LACEDEMONI d'assai cattiva intelligenza tra loro sempre intenti ad attraversarsi a vicenda; finalmente riuscì al primo di far depor l’altro (4<)y.) e porre in suo luogo Leoticliide. De-marate ridotto alla condizione di privato ritirassi in Persia, dove il re Dario gli fece un accoglimento favorevolissimo e gli mise a disposizione molte città perchè avesse a mantenersi onorevolmente. Cleomene si godette ancora per qualche tempo il frutto de’suoi artificii : ma non potè soffocare i giusti rimordimenti che gli causavano. Divenuto odioso a se stesso, egli si ferì colla sua spada in un eccesso di frenesia a cui essi lo trassero. Si è parlato all’articolo degli Ateniesi della grande vittoria da essi riportata su Dario, figlio d’Itaspe re di Persia nella pianura di Maratona. Serse di lui successore, deciso di vendicare questa ignominiosa sconfitta, nulla onimise per l’esecuzione del suo disegno. Radunata un’armata di tre milioni d’uomini, si recò a Sardi nell’Asia minore e di là traversò l’Ellesponto per entrare in Grecia. Di tutt’ i popoli che componevano questo paese, soli gli Ateniesi e i Lacedemoni cui si unirono que’ di Tespi e di Platea, osarono di porsi in istato di sfidare forze così formidabili. Leonida, re di Sparta, determinato di sacrificarsi per la salvezza della Grecia, andò ad appostarsi con trecento Spartani e quattromila di altra milizia al passo delle Termopile. Formava esso una gola di circa cinquanta passi in larghezza posta tra la Locride e la Tessaglia a piè del monte Oeta (480). Cola per