I io CRONOLOGIA STORICA te vi perdono la vita. Decio, uno dei consoli, resta uccisa. I’irro è ferito, ma rimane padrone del campo di battaglia. Nel felicitarlo che facevasi sulla sua vittoria: Sono perduto, esclamò egli, se riporto un altra volta di siffatte vittorie : e invero conosceva che non era per lui cosi facile come ai Romani di riparare alle sue perdite. L'anno seguente (378) Fabrizio che comandava i Romani, ricusa per vergognosi motivi di trionfare di Pirro. 11 medico di questo principe si offre di avvelenarlo, se gli si dà ricompensa proporzionata a tanto servigio. Il console scrive incontanente a Pirro ond’ abbia a prendere le precauzioni necessarie contro una perfidia si nera. Il re, ap- 1 turato bene il vero, fa punire il suo medico, e testifica a sua riconoscenza a Fabrizio ed ai Romani, rimandando al console tutt1 i prigionieri senza riscatto. Fabrizio che non voleva grazia dalla parte del nemico, nè premio per non aver commesso la più abbominevole delle ingiustizie, spedisce al re di Epiro un pari numero di prigionieri sanniti , e tarantini. La Sicilia manda deputati a diporre nelle mani del re di Siracusa, Agrigento, e la città dei Leontini, pregandolo di aiutarli a discacciarne i Cartaginesi. Nel tempo stesso giungono corrieri dalla Grecia portanti la notizia che Cerauno era stato ucciso, e la Macedonia sembrava offrirgli un nuovo trono. Pirro pensa che vi sia più a guadagnare nella proposta dei Siciliani ; e lasciata forte guarnigione a Taranto passa in Sicilia alla metà della state. Al suo giungere s'impadronisce di Siracusa. Sostiate o Sosi,stia le che la governava, c Tynione che comandava nella cittadella a lui consegnano il denaro del pubblico tesoro, e quasi dugento vascelli che gli agevolano il conquisto di tutta la Sicilia. Egli con trentamila fanti, dugentoeinquanta cavalli, e una flotta di dugento vele, dava allora la caccia ai Cartaginesi rovinando dappertutto il loro dominio (277). Toglieva loro la città di Erice, piazza la più forte eli essi avessero nell1 isola : sconfiggeva in una battaglia gli abitanti di Messina, chiamati Mainertiui, ed atterrava tutte le loro fortezze. I Cartaginesi 11011 conservavano più in tutta la Sicilia che sola la città di Lilibeo, e Pirro non volle accordar loro pace ed amicizia ($76) se 11011 a condizione