DEI LACEDEMONI 333 forte il popolo allorché i re portavano troppo lungo la loro autorità. In tempo però (ti guerra, il potere del re non avea quasi veruu limite, e sentiva ili despotismo. Il culto religioso de1 Lacedemoni ritraeva della semplicità dei loro costumi e dell’ energia del loro carattere. I loro templi dicevolmente mantenuti erano privi di ogni superfluo ornamento. Le loro divinità e Venere stessa venivano rap- Ìiresentate coll’elmo in testa. Le preciche s’indirizzavano oro aveano per iscopo la punizione del vizio e la rimunerazione della virtù. La severità colla quale veniva educata la gioventù tendeva a fortificare il suo temperamento, e a renderla atta a sostenere in età più matura i maggiori travagli. Si pretendeva da essi eguale prudenza nei discorsi e nelle azioni. Per dichiarare i propri pensieri non si permettevano loro superflue parole, ciò che introdusse nel linguaggio degli Spartani quella precisione che li distingueva e clic appellavasi Laconismo. Per bandire dalla sua repubblica l’indigenza e l’amore delle ricchezze, Licurgo riuscì a persuadere a tutt’ i suoi concittadini di mettere i propri fondi in comune, c di farne tra essi eguale ripartizione. Egli portò finalmente un mortai colpo all’avarizia escludendo dalla circollazione le monete d’ oro e d’ argento, nè altre permettendone che di ferro, di guisa che conveniva impiegare un paio di buoi per trasportare un talento di Lacedemonia. Licurgo credette pure dover stabilire come cosa importante la comunità nella tavola. I commensali pranzavano in sale distribuiti di quindici in quindici. Ciascuno vi recava nna determinata quantità di farina, di vino e fichi con qualche moneta per comperare la vivanda. Regnava la frugalità in queste mense che venivano rallegrate con argomenti che si aggiravano ora intorno a materie di morale e di politica, ora sul merito di quelli che si erano distinti con qualche azione memorabile. Il principale e presso che unico manicaretto che s’imbandisse a queste tavole consisteva in una salsa nera, di cui faceano gran conto i Lacedemoni, ma che non solleticava egualmente il palato dei forestieri. Ecco in ¡scorcio la legislazione di Licurgo dal suo bel lato. Ma che cosa pensare di quegli esercizj della lotta in cui egli permetteva alla gioventù di ambii sessi, di com-