DEI RE D’ EPIRO 111 eli’essi lascino interamente la Sicilia, e il mare di Libia servir debba di confine tra essi ed i Greci. Caldo di grandi speranze il re d’Epiro si propone di bel nuovo la conquista dell’Africa. Egli teneva a quest’oggetto molti vascelli; ina mancava di marinai, perciò obbliga con sommo rigore le città a somministrarne. La sua potenza si converte ben tosto in una insolente e tirannica dominazione. Con una condotta tanto diversa da quella clic gli avea sì ben profittato, aliena tutti gli spiriti. Tliynionc, che l’avea servito benissimo, diviene insiem con altri illustri abitanti di ciascuna città la vittima della crudele di lui politica. Sostrate non isfugge alla morte che gli era preparata se non perchè trova il mezzo di uscire di Siracusa. 11 re di Epiro si rende odioso a tutta Sicilia. Molte città collegansi a suo danno contro di lui coi Cartaginesi, altre co’ Mamertini. Egli sul finir di quest’anno esce di Siracusa sotto pretesto di andare a soccorrere i Tarantini, che realmente pregato Paveano di ritornar fra loro. I Cartaginesi lo attaccano nel punto in eh’ egli imbarcavasi, e nel porto stesso perde novantotto de’ suoi navigli, non conservandone clic soli dodici. I Mamertini giunti prima di lui in Italia in numero di diecimila, attraversano la sua marcia, gli uccidono molta gente e due elefanti. Egli giunge tuttavia a Locri, ove aveavi un celebre tempio dedicato a Proscrpina. In estrema penuria di denaro porta via tutti i tesori della Dea, li carica sui suoi legni, e torna ad imbarcarsi. All’ indomani la sua fiotta viene assalita da violenta procella, e i vascelli che portavano il ricco c sacro bottino sono sospinti sulla spiaggia dei Locresi. Il re fa trasportar tutti questi tesori nel tempio donde gli avea tratti, e giunge a Taranto con ventimila uomini di fanteria e tremila cavalli (2^5). Reclutate le migliori milizie che trova sul luogo, a grandi giornate s’avanza contro i Romani , accampati nel paese dei Sanniti. Il console Manlio Curio erasi trincerato presso la città di Benevento onde attendere i soccorsi che gli doveano venire dalla Lucania. Pirro si affretta di attaccarlo ed è poi-due volte battuto in maniera di non poter più tener piede in Italia, ove avea perduto venticinqucmila uomini. 2^4- Abbandonata allora questa penisola passa nell’ E-