5¡4 CRONOLOGIA STORICA privato de’ consiglieri, generali, e di tutti coloro il cui soccorso gli era necessario. Egli cede al primo urto; poi si ritira nel deserto, donde trapassa a Tliala, città grande e ròcca, ov’erano i suoi figli- Metello ve lo insegue, fa 1 assedio della piazza, e la prende in capo a quaranta giorni di ostinata difesa. I disertori romani vedendo disperati i loro affari, e non aspettando più grazia, trasportano nel reale palazzo l’oro, l’argento, ed ogni cosa preziosa che cade nelle loro mani; poi appiccano il fuoco ai fabbricati e dopo essersi ingozzati di vino e di cibo, si precipitano da se stessi nelle fiamme ond’evitare il supplizio da cui erano spaventati. Il console non trova più che un mucchio di cenere in vece die una città. Intanto il re di Numidia, il quale dopo la presa di Thala non isperava più di conservare veruna posizione a fronte di Metello, attraversa vasti deserti, giunge nel paese dei Getuli, forma di questa massa di selvaggi, un corpo d’armata lo esercita ne’ militari esercizi e induce Rocco , re di Mauritania, di cui sposata aveva la figlia, a stringere se-colui alleanza. Giugurta rinforzato da un buon corpo di Mauritanii, marcia spacciato al campo di Metello, e l’obbliga a trincierarsi sotto le mura di Cirtlie ove il figlio del console teneva rinchiusi i prigionieri di guerra, il bottino e tutte le bagaglie. In questo mezzo tempo Mario, recentemente nominato console si reca ad Utica, e gli viene alfidata la milizia romana da Rutilio, luogotenente di Metello, eh’crasi ritirato a Roma. 107. Il nuovo console comincia la campagna coll’im-padronirsi di alcune piazze, e castella mal difese, batte in più punti Giugurta, cui pure disarma di propria mano presso Cirthe, e va sulla fine della state a sorprendere la città di Capsa, fortificata egualmente dalla natura e dall’ arte. Tutto riuscigli a suo talento. Egli ridusse la città in cenere, passò a fil di spada tutti gli uomini al di sopì^ di 16 anni, mise in ferri il rimanente, e divise tra i soldati il bottino. Un corpo ardito del pari e fortunato gli apre quasi tutte l’altre piazze forti, le quali vengono pure abbandonate al ferro ed alle fiamme, Mario, avido dei tesori dei re di Numidia, vuole assolutamente far 1 as-