334 CRONOLOGIA STORICA battere insieme a corpo nudo? Che cosa di quelle gonne .sommamente corte e discinte d’ambe le parti cui egli dava alle donzelle? Quanto mai da siffatte licenziosità non rimaneva offeso il pudore ! La castità non formava certo la virtù dei Lacedemoni. La libertà accordata da questo legislatore agli uomini di prestarsi vicendevolmente le proprie mogli, mostra com’ egli poco conoscesse la santità e i doveri del matrimonio. La natura e la ragione del pari rigettano il permesso da lui accordato ai padri ed alle madri di soffocare nell’Eurota i fanciulli cne nascessero con difetti corporali, sì che non promettessero utili cittadini alla patria. Il furto stesso (cni il crederebbe!) entrava aneli’ esso nelle istituzioni di Licurgo. Rubar con destrezza, e senza lasciarsi sorprendere, era secondo lui, azione che provava l’industria e non meritava ch’elogi; cioè a dire che il famoso Cartoccio sarebbe stato in Laeede-monia un gran maestro. Guai però al ladro che fosse sorpreso col furto in mano ! Era condannato a pagare la propria imperizia colla vergogna e il castigo. Raccontasi a questo proposito che un giovine lacedemone avendo derubato una volpe, e nascostala sotto la sua veste, si lasciò divorar da essa il ventre onde non venire scoperto. Platone ed Aristotile annoverano fra i vizj della legislazione di Licurgo i rigori della schiavitù, alla quale gli Spartani ridotti aveano gli Iloti. Questo nome deriva da Elos, città della Laconia, di cui essendosi impadroniti gli Spartani, non si sa in qual anno nè sotto qual regno, condannarono i suoi abitanti alla schiavitù con proibizione di venderli a stranieri, e di porli in libertà. Erano essi af-iìttaiuoli perpetui degli Spartani, incaricati di coltivare le loro terre, mediante una corrisponsione annuale e determinata. Essi soli esercitavano le arti meccaniche, giacche uno spartano avrebbe creduto di avvilirsi applicandosi ad altro mestiere tranne quello dell’armi; di guisa che, fuori il caso di guerra, egli in tempo di pace viveva in una continua inoperosità. Il nome d’Iloti divenne in seguito comune a tutti gli schiavi, che gli Spartani fecero in guerra. Considerabilmente aumentatosi il numero di cotesti sfortunati, concepirono essi il disegno di ribellarsi; ma dopo essere stati repressi si aggravò il loro giogo; e fu Licurgo,