DELLA REPUBBLICA DI ATENE a85 telligenza con Alcibiade, poiché egli avea mancato, come dicevasi, di fornire ai Lacedemoni una flotta fenicia cui avea loro promessa. 11 satrapo temendo che queste querele venissero portate alla corte persiana, si trasferì nel-1 Ellesponto, onde giustificare la sua condotta. Alcibiade, ignorando tali misure, venne a presentarsi in aria di vincitore a Tisaferne, facendo parte con esso del ricco bottino che seco recava. Ma ricevette ben diverso accoglimento di quello da lui ripromessosi. Il satrapo, fattolo arrestare (409) lo mandò prigioniero a Sardi onde dissipare i sospetti del re suo signore, e quelli dei Lacedemoni. Scorso però appena un mese, Alcibiade ebbe mezzo di salvarsi, e per trar vendetta di Tisaferne, trasferitosi a Cla-zoroene die’ voce di aver secolui concertata la sua evasione. Di là recatosi alla flotta ateniese, con essa piombò addosso a quella di Mindaro e di Farnabaso satrapo dell’ Ellesponto di’erano ancorate nel porto di Cizico. In questo combattimento, Mindaro generale lacedemone perdette la vita e Farnabaso fu volto in fuga. Dopo questa vittoria Alcibiade percorse P Ellesponto , donde scacciò i Lacedemoni, prendendo, le città da essi occupate. Coperto allora di gloria s’incamminò verso Atene (4o8) ove fece trionfale ingresso in mezzo alle acclamazioni del popolo che P onorò di una corona d’oro , e ordinò agli Eumolpidi, eh’erano i sacerdoti di Cerere, di rivocare le imprecazioni di cui l’avevano caricato. Tre mesi dopo il suo ritorno fu commissionato di condurre la flotta di Atene sulle coste dell’Asia minore onde tener in freno le città di questa regione, eh’erano in procinto di darsi a Lisandro generale lacedemone. Da Efeso dietro la notizia avuta dell’arrivo in Sardi di Ciro, fratello del re di Persia, andò a ritrovar questo principe per lagnarsi dell’infedeltà di Tisaferne in riguardo di Atene. Nel partire egli avea lasciato a Samos per suo luogotenente Antioco di lui pilota, con proibizione di nulla intraprendere in sua assenza (407). Il generale lacedemone, avvisato dell’allontanamento di Alcibiade, s’avventò sulla flotta ateniese, la quale rimase disfatta colla perdita del comandante e di-quindici vascelli. Alla nuova di questo disastro, il popolo di Atene montò sulle furie, e dietro ac~