DELLA REPUBBLICA DI ATENE de, e fortificata da un corpo di cavalleria tessala. Ippia prevedendo la procella che lo minacciava, fece marciar le sue truppi: contro i Lacedemoni, di cui uccisero il generale in una battaglia contro lui combattuta. Furibondo per questo contrattempo, Cleoinene, uno dei due re di Sparta, si pose in marcia alla testa di un’ armata contro Atene, e portò via in cammino i figli dei principali ateniesi che gli aveano fatti uscire onde porli in sicurezza. Tosto ch’egli ebbe formato l’assedio della piazza, gli abitanti temendo per la vita de’loro figli, si rivoltarono contro i Pisistratidi, e gli obbligarono ad abbandonare il paese (509) (Pausania l. IX.) Ma appena gli Ateniesi cominciavano a godere dei beni della libertà, essi si videro minacciati di una nuova schiavitù per 1’ ambizione di due possenti cittadini che con-tendevansi la gloria di surrogare i Pisistratidi. Questi erano distene, della stirpe degli Alcmeonidi, ed Isagora,di una famiglia egualmente distinta. Avendo prevaluto il primo, cominciò egli l’esercizio del suo potere con un cangiamento introdotto nelle tribù di Atene, cui dal numero di quattro al quale erano ridotte portò a quello di dieci. Isagora ricorse allora a Cleomene, die prendendo altamente le sue parti, fece intimare a distene di uscir immediatamente d’Atene, con minaccia in caso di rifiuto, di obbligacelo colla via dell’armi. Clistene non trovandosi in forza di resistergli, prese il partito di ritirarsi; ma siccome egli aveva in Atene gran numero di amici, Isagora coll’aiuto di Cleomene obbligò settecento famiglie a spatriare. Questo trionfo fu di breve durata. Il popolo credendosi vicino a rientrare sotto il giogo della schiavitù, prese l’armi, e costrinse Isagora e il re di Sparta, di lui protettore, ad uscir dalla città nello spazio di 24 ore. Incoraggiati da questo colpo temerario, gli Ateniesi si affrettarono di richiamare le settecento famiglie eh’ erano state da Ippia bandite. Questi intanto ritiratosi a Sigeo nella Troadc non rimaneva però inoperoso : lavorava con ardore a sollevare le città di Grecia contro Atene, e riuscì a mettere del suo partito quelle di Lacedemonia. Ma i tentativi da lui fatti verso altre città, non avendo ottenuto la stessa riuscita, si volse ai Persiani, e si recò presso