DELLA SICILIA 4i5 te del secreto, traevano in lungo le loro arringhe per guadagnar tempo, e darne pure alle galee corintie. I Cartaginesi vedendo Timoleone alla loro testa, non concepivano verun sospetto. In questo mezzo nove galee di Corinto passano senz’ alcuna opposizione dalla parte dei vascelli Cartaginesi, i quali 11011 dubitano che il tutto non si faccia di concerto tra gli ufiìziali dei due partiti raccolti nella stessa città, ovvero credono clic coteste galee se ne ritornino a Corinto. Timoleone, avvisato che tutte le galee corintie e* ìano in mare, eccettuata la sua, s’insinua tra la folla, esce dall’assemblea, raggiunge la spiaggia, prontamente s’imbarca, si unisce alle sue genti, e arriva a Tauromenio, ov’ è benissimo accolto da Andromaco , che 11’era il comandante. I Cartaginesi abituati a farsi gioco degli altri, troppo tardi s’accorgono di essere essi stessi scherniti. Quasi al punto stesso giungono le armate d’Iceta e di Timoleone davanti Adrano. II primo benché superiore di numero si lascia sorprendere dai Corintii, che non gli uccidono, è vero, che soli trecent’ uomini, ma gli fanno il doppio di prigionieri, e si rendono padroni del suo campo c delle ha-gaglie. Gli Adraniti allora aprono le porte e si rendono a Timoleone. Molte città seguono il loro esempio. Dionigi stesso alla vigilia di esservi costretto si dà ai Corintii, rimettendo loro la cittadella (343). Timoleone invia il tiranno a Corinto, ove mena un’oscura vita, si abbandona alla crapula, e per aver di che sussistere gli è forza di fare il maestro di scuola. Qualche tempo dopo a colpa del troppo bere egli perdette la vista, e morì lasciando un’assai istruttiva lezione non solamente dell'incostanza delle umane grandezze, ma eziandio delle sciagure, che gli adulatori causar possono ad un principe, clic sotto le istruzioni di Platone avrebbe potuto farsi ottimo re. Dionigi avea regnato 9.5 anni. Timoi.eone corse pericolo di essere trucidato appiè degli altari in Adrano da due mandatarii di Iccta. Essi furono arrestati, e il generale corintio non valse ad interceder grazia per essi. 34a. Magone entrato nel porto di Siracusa con cen-