DEI LACEDEMONI 3(55 » riceverlo, nè minor briga si diedero gli Egiziani, ncll’e-n spettazione in cui erano di eroe cosi rinomato. Ma quan- * do in luogo di un principe perfetto per prerogative di r> corpo e di spirito, com’ essi se lo aveano figurato, vide-7> ro un piccolo vecchio di bassissima statura, e in gros- * solatii arnesi, trascorsero iti risa e gli applicarono la fa » vola della montagna partoriente. Piè meno rimasero sor-» presi della scelta che area egli fatta delle provigio-» ni da bocca, quando lessero la lista da lui presentata « pel suo trattamento. Nell’ udienza che gli diede il moli narca egiziano, Agesilao ben conobbe di aversi illu-n so sperando di essere eletto a generalissimo. Ta-n chos infatti riserbò a se il comando in capo, nominò per » suo ammiraglio Cabria che gli era stato spedito da Ate-» ne, e si restrinse a porre Agesilao alla testa delle trup-n pe straniere. Questo primo soggetto ch’egli ebbe di mal-n contentamento, fu seguito da molt’altri. Dopo aver prova-n to giornalmente gli effetti dell’insolenza di cotesto egi-n ziano, fu alla fine obbligato di accompagnarlo nella 7> sua spedizione di Fenicia; ciò che non poteva tornargli » che disaggradevolissimo per la poca autorità di cui era » investito. Nondimeno dissimulò il suo disgusto sino a che n ebbe trovata occasione di farlo conoscere. Questa non ■n tardò guari a presentarglisi. Nectanebo, o Nectanebi, ni-■n potè di Tachos e valoroso capitano, fattosi acclamar re » dagli Egiziani, pose tutto in opera onde trarre nel suo » partito Agesilao e Cabria. Vi riuscì quanto al secondo, n ma per rapporto ad Agesilao egli rispose che per decider-» si attendeva gli ordini della sua repubblica. Tosto ch’essi n gli giunsero si vide assoluto padrone di fare tutto ciò gli » sembrasse più vantaggioso alla sua patria. Allora, musi tato consiglio, si unì cogli Egiziani ch’eransi ribellati » contro Tachos. Nel tempo stesso comparì tra i suoi pre-n tendenti un terzo principe della città di Mendes, e alla » testa di centomila uomini fece valere i suoi diritti alla n corona, avendo anche intavolato qualche pratica per gua-» dagnare a se Agesilao. Nectanebo, che ne fu informato, » concepì contro lo Spartano forti sospetti che si accrebbi bero vieppiù quando quest’ultimo lo ebbe consigliato di » dar quanto prima ai nemici la carica. Egli prese il pai-