ago CRONOLOGIA STORICA mente che non poteva loro sfuggire. Ma Tisafcrne temendo il valore dei Greci che aveano seguito Ciro il giovine, e da essi giudicando di tutta l’annata nemica, intavolò proposizioni di pace che cagionarono una tregua aspettando nuovi ordini per parte del re di Persia. Si suscitava in questo mezzo in Atene una furiosa procella contro il filosofo Socrate : una folla di pretesi sapienti che chiamavansi sofisti, e che si spacciavano per uomini versati in ogni scienza, inondava questa città. Essi davano lezioni pubbliche con presunzione pari alla loro incapacità. Sorrate col quale essi osarono misurarsi, confondeva il loro orgoglio colla saggezza de’ suoi ragionamenti. Ma anzi che ricondurli a più moderati sentimenti, eccitò Podio loro che giunse sino al furore. La dottrina di lui, differentissima su parecchi punti da quella del popolo, fornì loro materia per calunniarlo. Siccom’ egli bef-favasi della pluralità degli Dei, essi lo accusarono di ateismo. Colla stessa assurdità venne accusato di corrompere la gioventù colle sue massime. Ma ciò che servì maggiormente allá cabala intentata per farlo decadere dalla pubblica opinione, furono i sarcasmi che si avvisò il poeta Aristofane di scagliare contro di lui nelle sue commedie. Finalmente i tre suoi più pronunciati nemici, Melito, A-nito e Licone, avendolo denunziato all1 Areopago come uomo pericoloso, riuscì loro di farlo condannare a bere la cicuta. In questa occasione la sua filosofia non ¡smentissi punto , dice Platone, il più illustre de\snoi discepoli. Prima d1 ingozzare la letale bevanda (4oo) *, raccomandò a ditone, uno degli amici che lo assistevano, di sciogliere un voto da lui fatto di sacrificare un gallo al Dio Esculapio (Plato in Phedon). Come mai dopo ciò de1 Cristiani osarono canonizzarlo come fece Erasmo? 399. Morto Agide. uno dei due re di Sparta, gli fu dato a successore Agesilao di lui fratello in pregiudizio di Lcotichide suo figlio. Agesilao era piccolo della persona e zoppo: ma risarciva i difetti del corpo colle grandi qualità dell1 animo. I Lacedemoni, sentendo che il re di Per- (*) O meglio 3gg (Acad. dej. Inter. I. 26. p. all.) (E'iil.)