/fo8 CRONOLOGIA STORICA mila Cartaginesi in un col lor generale sono uccisi, cinquemila fatti prigionieri, e il restante si salva sopra una altura cui Dionigi fa investire; costretti a capitolare, vengono loro dal vincitore imposte delle condizioni, sulle (pia- li essi chiedono tempo onde consultare la loro repubblica. In questo mezzo i Cartaginesi spediscono una nuova armata sotto la condotta di Magone il tiglio. Essa incontra quella del nemico presso Cronio. Dionigi è interamente sconfitto. Leptino, suo fratello, rimane steso sul campo di battaglia con quattordicimila Siciliani. Il vinto compera la pace a prezzo di mille talenti e della cessione di tutto il territorio al di là dell’ Halice e di quello di Agrigento. 368. Parecchi anni dopo questo trattato, Dionigi vuole di nuovo approfìtkre della desolazione causata tra i Cartaginesi da una novella pestilenza. Un’ armata di trentamila Siciliani, tremila cavalli, e trecento vascelli, prende Selinunto, Entello ed Erice. Essa però è obbligata di levare l’assedio di Lilibeo. La flotta di Dionigi viene sorpresa da quella de’nemici, che gli tolgono trenta legni; ma le due parti stanche di guerra concludono un’altra volta la pace. La passione favorita di Dionigi, dopo l’ambizione, era quella di esser tenuto per uomo di bello spirito. Essa gli fece provare molte mortificazioni, e fu occasione al fine di sua morte. I suoi versi vengono per due volte scherniti in Olimpia, dall’assemblea che dovea decidere sul premio di poesia (i). 1 suoi carri guidati da suo fratello Theari- (1) Fra i poeli cui egli ammetteva alla sua familiarità un ve ne aveva chiamato Filossene, il quale si era acquistata molta riputazione pei suoi ditirambi, genere di poesia lirica, in cui domina 1’ entusiasmo. Filossene sentita la lettura clic Dionigi aveva ordinato si facesse alla sua tavola di un componimento di questa spezie, non potè dissimulare il disprezzo eh’esso gli produceva. Il tiranno irritato di questa franchezza, cui egli tacciò come effetto di gelosia , ordinò che fosse tratto alle pelnere. Dei cortigiani amici di lui l’ottennero in grazia e fu richiamato. Dionigi, dopo qualche tempo credendolo divenulo più compiacente , fece leggere alla sua presenza una nuova poesia che credeva destar dovesse ammirazione, c interpellò su di essa il parere di Filossene. Questi sulle prime si tacque,