CRONOLOGIA STORICA a Filippo per salire sul trono di Macedonia; ma collimatosi poscia contro di questo coi re di Peonia ed Ìliino, Filippo mossegli incontro, e lo disfece tanto più facilmente clic i Traci erano stanchi del governo di Cotys, da lui trattati assai rigorosamente. Le sue crudeltà stesse e le sue empietà spinsero Pithone ed Eraclide, di cui avea fatto morire il padre, ad assassinarlo (356). II loro operare fu ricolmato di elogi dagli Ateniesi che li riguardarono come benefati tori, li dichiararono cittadini, e lor decretarono delle corone d’oro. Cotys avea regnato ventiquattr’ anni. Egli lasciò un figlio che gli succedette. Chersoblepte o per essere ancor troppo giovine quando morì suo padre Cotys, oppure per non volersi assumere la pena di governare da sò medesimo, ne lascia la cura a Cari-demo. Ma poco contenti i Traci di questo ministro, si ribelr lano e si danno per capi Berisade e Amadoco. Questi due capi trovano dei protettori presso gli Ateniesi irritati contro Caridemo, che avea dato Miltecite amico di Atene in mano ai Cardii di lui nemici. Chersoblepte è costretto di segnare un trattato, col quale consente che i suoi stati restino divisi tra Berisade, Amadoco e lui, e dà al tempo stesso il Chersoneso agli Ateniesi. Quando dopo questo trattato le truppe di Atene si furono allontanate, Cherso-r blepte per consiglio di Caridemo ricusa di adempierne le condizioni. Ricomincia allora la guerra. Il successo dell’armi è favorevole a Chersoblepte, e alla per fine resta egli solo padrone delle città marittime della Tracia. Fu però men fortunato contro Filippo; benché molto aiutato clagli Ateniesi a’quali restituito avea il Chersoneso (i) ad ecce-, zione della città di Cardia. Malgrado questo soccorso, Chersoblepte è battuto dal monarca Macedone, che riceve in ostaggio il figlio del re di Tracia, gl’impone condizioni durissime, fa erigere in più luoghi dei forti per contenere i Traci (343) e gli assoggetta a pagargli un annuo tributo equivalente alla decima parte delle rendite (i) Il Chersoneso di Tracia cambiava sovente di padrone spcondq il volere dei più forti, o di quelli che lo liberavano dagli oppressori.