DELLA REPUBBLICA DI RODI 95 ridotte in cenere, le fa ritirare, ma dopo di aver perduta molta gente. Mentr’egli si occupa a ripararle, i Rodii ri-staurano le loro mura, o ne formano di nuove, e prendono tutt1 i mezzi di sostenersi da nuovi attacchi. Questi infatti ricominciano, e grandi breccie aprono al nemico un ampio varco. Gli assediati facendo prodigii d’intrepidezza e di valore, lo respingono quante volte egli si avvicina-, perdendo però molti uffìziali distinti, tra’quali il valoroso Aminta loro comandante. Ambasciatori di Atene , c di alcune altre città greche ottengono da Demetrio un altro armistizio; ma la loro negoziazione non è di verun effetto, e i Rodii continuando a rigettare le condizioni offerte dal generale macedone, ricominciano le ostilità. Demetrio fa suonare ad un tempo stesso la carica da tutte le parti, c la città è investita per terra e per mare. Gli assediati sono costretti di accorrere dappertutto. In questo mezzo milacinquecento uomini delle migliori truppe macedoni sotto il comando di due eccellenti generali Alcimo e Mancio entrano per la breccia, espugnano le trincee che stavano di dietro, e si portano nella città ai dintorni del teatro dopo aver ucciso o volti in fuga quanti ad essi opponevansi. Tutta la città è in ¡scompiglio. I capi dei Rodii proibiscono tuttavolta colla maggiore severità agli uffìziali e soldati di abbandonar i lor posti ; poi preso seco il fiore delle lor truppe piombano addosso il distaccamento nemico, penetrano sino nel suo centro, uccidono i comandanti, c spargono facilmente il disordine o la morte tra que’che rimangono superstiti. Demetrio confida ancora negli effetti della sua macchina terribile, c si appresta a far avanzare la sua clepola contro la città, ma un ingegnere rodio apre una galleria per di sotto le mura e la strada per la quale dovea avvicinarsi P ele-pola. Questa gran macchina spaventevole vien posta in moto e giunge sino sul luogo cn’ era stato minato. Il suolo non potendo reggere a peso sì enorme, spezzasi tutto ad un tratto, ed essa tanto si profonda entro terra , che non è più possibile di alzamela. Dopo un intero anno di prova, Demetrio riconosce finalmente che Rodi ed i Rodii sono invincibili (3o4). Egli acconsente alla pace, a condizione eli essi presteranno dei soccorsi ad Antigono in ogni