DELLA REPUBBLICA DI CARTAGINE 467 flotta di dugcnto vascelli, parte di Roma, e viene ad assediar Lilibeo, la sola città importante dopo Drepano o Trapani, che rimaneva ai Cartaginesi nella Sicilia (a5o). Amilcare comandava la guarnigione, forte di diecimila mercenari, Galli, o Greci, e di numeroso distaccamento cartaginese. Egli rispinge i due consoli, Manlio ed Attilio, uccide diecimila Romani, incenerisce molte delle loro macchine da guerra, e rientra trionfante nella città. Una carestia ed un contagio fanno perire altri diecimila Romani. Nondimeno essi traggono a se i mercenarii dell’armata cartaginese, i quali tramano una cospirazione per consegnar ai consoli la piazza. Viene però scoperta, e le sag-gie precauzioni di Amilcare ne arrestano le conseguenze. Intanto i Cartaginesi inviano a Roma un’ambasciata per domandare la pace e proporre il cambio dei prigionieri. Regolo uno di questi, viene spedito cogli ambasciatoli, nella speranza cne l’amor della patria, e il dolore della prigionia, lo inducessero a favoreggiare la1 domanda della pace. Ma il generale romano si oppone fortemente alle due proposizioni di Cartagine, e ritorna presso gli Africani, che per trarne vendetta adoperarono contro di lui tutti i raffinamenti della più ingegnosa crudeltà, sino a che esalò il fiato estremo. Ciò è quanto viene asserito da alcuni scrittori, forse dietro tradizioni popolari, 0 per c-sagerare la crudezza dei Cartaginesi e la costanza di un cittadino romano. Polibio non più parla di Regolo dopo la vittoria di Xantippo, ma conviene cogli altri che i Romani risolvettero di continuare la guerra. 249. Annibaie III, cognominato il Rodio, giunge d’ Africa con un rinforzo di diecimila uomini, mette fuoco alle macchine degli assedianti, e uccide loro molta gente. Il console Claudio Pulcro viene nel tempo stesso a presentarsi con poderosa flotta davanti Trapani. Adherbal, che comandava la piazza, corre tosto a contendergli 1’ entrata nel porto. La vittoria, lungo tempo dubbiosa, si dichiara alla fine pei Cartaginesi. Claudio perde novantatre vascelli e prova la più terribile sconfitta che fosse mai toccata ai Romani dopo il principio di questa guerra. Cartalone, dal cauto suo, riporta parecchi vantaggi sui Romani. Questi