DELLA REPUBBLICA DI CARTAGINE 485 Taranto onde recarsi davanti Capua. I Romani rendono inutili i suoi sforzi. Egli concepisce il disegno di sorprender Roma, ma gli fallisce il colpo sia pel giunger sollecito del corriere cui Fulvio Centimano avea inviato a Roma, sia, secoud1 altri^ a causa di una burrasca che ritardato avendo la sua marcia diede ai Romani il tempo di porsi sulla difesa; allora Annibaie s’avanza in tutta fretta verso Reggio, e fa guerra ai Lueanii. I Capuani tenendosi per abbandonati dai Cartaginesi, si danno ai Romani che li trattano con crudeltà enorme. Il proconsole P. C. Scipione, in età di circa ottantanni, non riportava minori successi nella Spagna, le cui provincic tutte ammaestrate da tante perdite dei Cartaginesi, avevano più che mai desiderio di unirsi coi Romani. Il partito artifizioso e possente di Annone in Cartagine, impedisce ad Annibale di ricevere i rinforzi eh’erano stati a lui promessi, e di cui abbisognava. Gli affari dei Cartaginesi vanno necessariamente decadendo nell’ Italia e nella Sicilia. I Romani prendono Salapia, e tuttavolta vengono disfatti sul mare dai Tarantini. Scipione nella Spagna risarcisce in un sol giorno i Romani di tal perdita colla presa di Cartagena (210), ch’era come il magazzino generale dei Cartaginesi in quel paese. Questa presa avvenne sul finir della state dell’anno presente. Marcello, nel Sannio, prende d’assalto Maronea, e Me-loa, passa a fil di spada, 0 fa prigionieri tremila Cartaginesi, e ricava grosso bottino. Il pretore Gii. Fulbio Centu-malo presso Erdonea non è egualmente fortunato. Annibaie gli dà' battaglia, e Centumalo vi perde la vita con tredicimila uomini. Erdonea è ridotta in cenere, e molti nobili, convinti di aver mantenute secrete intelligenze con Fulvio, son messi a morte. Il restante della campagna viene speso in diversi combattimenti tra Marcello ed Annibaie, le cui perdite adeguarono i vantaggi. 11 più importante e sanguinoso fu il secondo che Annibaie diede al console. In esso i Romani vi perdono tremila uomini, ma ne uccidono ottomila ai Cartaginesi. Questo successo dei Romani frutta loro P assoggettamento degli Irpinii, dei Lu-canii, dei Volcenti, e dei Bruzii, che allora abbandonano Annibale (209). Un impreveduto accidente rende Fabio pa-