DELLA SICILIA /p i tiranno di Sicilia come questi stesso non trovavasi punto soddisfatto di vederli ancora ne’ propri dintorni. Dinocrate, capo dei banditi di Siracusa, (raccordo con Cartagine, invia Ninfodoro a scacciar da Centorippo la guarnigione^ cui Agatocle vi avea stabilito. Questo ufficiale è ucciso insieme col suo seguito. Accorre Agatocle e fa morire quegli abitanti eli’ erano contro di lui mal disposti. 3ii. Cartagine si determina a muovere fiera guerra ad Agatocle. Un altro Amilcare, figlio di Giscone, muove dalla Sicilia con una .flotta considerabile ed un’armata di quarantamila uomini. Agatocle che sospettava degli abitanti di Gela, ne fa morire più che quattromila, confiscandone i beni, e dopo avervi lasciato una guarnigione, va incontro all’annata nemica; la batte, poi battuto egli stesso si ritira a Gela, di là a Siracusa dopo aver dato fuoco al suo campo. L’umanità del vincitore determina i Ca-marini, i Leontini, i Catanii, i Tauromenii, i Messinesi e gli Abacenii a stringere seco lui alleanza. Amilcare mette l’assedio davanti Siracusa (3io). Agatocle vi lascia suo fratello Antandro e s’imbarca co’suoi due figli Archagate cd Eraclide sopra una flotta di sessanta vascelli alla volta dell’Africa, ove senz’inciampo discende in un sito chiamato le Petriere. Costì per non ¡smembrar la sua armata 0 per non lasciare a’ suoi soldati altro mezzo che il vincere, mette fuoco a tutti i suoi vascelli sotto pretesto di soddisfare ad un voto da lui fatto a Proserpina, ed a Cerere. Poscia senza lasciar tempo alle sue truppe di riflettere, le mena ad, un luogo che chiamavasi la Gran Città, vivamente la attacca, la prende d’assalto, e ne rinuncia il bottino ai soldati. Di là si reca a Tunisi che non oppone veruna resistenza, e spiana al suolo 1’una e l’altra città. 1 Cartaginesi gli spediscono a fronte quattromila fanti, mille cavalli, e duemila carri da guerra comandati da Annone e da Bomilcare. L’armata di Agatocle non montava che a tredici in quattordicimila uomini. Annone colla coorte sacra eh’ era il fiore dei Cartaginesi, presenta battaglia, e sostiene lunga pezza l’urto dei Siracusani; ma alla fine è ucciso. Bomilcare, secreto nemico del governo di Cartagine, si pone in ritirata la quale ben presto degenera in