DELLA REPUBBLICA DI ATENE a65 vennero in soccorso e fecero sforzi incredibili, clic pio« curarono agli Ateniesi una vittoria più vera che verisi-mile ( Cor. Nep. in vita Miltiadis). Ippia peri in questa battaglia che fu data il 6 boedromion (29 settembre) e con essa liberò gli Ateniesi di un implacabile nemico. Una vittoria così luminosa avendo meritato a Milziade tutta la confidenza degli Ateniesi, ottenne facilmente da essi una flotta di settanta vele, che domandò per una nuova spedizione, senza dichiararne 1’ oggetto, facendone sperare grandissimi vantaggi. Egli la destinava contro Paros , onde punire quest’ isola dei soccorsi da essa dati ai Persiani. Ma non essendo riuscito a conquistarla, dopo averne soggiogate molt’altre, si vide al suo ritorno accusato senza prove in un’ assemblea del popolo da Xantippo padre di Pericle , di essersi lasciato corrom-peie dall’oro dei Persiani. Per poco non venne condanna'0 ad esser precipitato nel baratro, luogo profondissimo dei!'Attica, ove si gettavano i maggiori delinquenti, e non fu che a forza di preghiere che i suoi amici gli fecero commutare la pena di morte in un’ ammenda di cinquanta talenti, ai quali giudicossi ascendere le spese della guerra. Milziade trovandosi insolvibile fu messo prigione , malgrado una pericolosa ferita che avea riportata in una coscia davanti a Paros, e di cui morì ne’ ferri. Cimone, di lui figlio, per avere la permissione di seppellirlo, si obbligò di pagare i cinquanta talenti, correndo pericolo di non essere mai in istato di farlo. Dario senti altamente la vergogna che riflettevasi sopra di lui per la sconfitta della sua armata; ma non perdette nè il pensiere nè le speranze di ricattarsi di quest’oltraggio. Determinato di marciare in persona con tutte le sue forze contro gli Ateniesi, impiegò tre anni nell’apparecchiarsi a questa spedizione. Ma mentre si disponeva a partire, senti che gli Egiziani s’erano ribellati. Questa notizia lo determinò a dividere in due la sua armata, di cui una parte era destinata a domare l’Egitto, mentre egli dovea condurre l’altra in Grecia. Ma la morte lo colse mentr’era occupato di questa doppia vendetta (486). Serse, figlio e successore di Dario, seguici suoi progetti contro la Grecia e l’Egitto. Avendo assoggettate que-