DELLA REPUBBLICA DI ATENE 299 1« città ili Bizanzio. Gli Ateniesi, indovinando le sue intenzioni. commisero a Focione di recarsi in soccorso dei Bizantini, loro alleati. Questo generale non solamente astrinse Filippo ad abbandonare la sua intrapresa, ma riacquistò ancora molte piazze ove questi posta avea guernigione. Qualche tempo dopo la città di Megara, essendosi alleata con Atene vi fu inviato Focione onde vegliasse alla sua sicurezza. Frattanto Filippo mostrava forte desiderio di ottener pace dagli Ateniesi. Dietro le proposizioni da lui intavolate, si tennero conferenze clic durarono inutilmente per lo spazio di due anni. In questo mezzo tempo, Filippo chiese 1 alleanza dei Tebani, nemici maisempre degli Ateniesi. Ma recatosi a Tebe Demostene sconcertò i piani di questo monarca e indusse i Tebani a collegarsi con Atene contro di lui. Si venne finalmente ad aperta guerra (338). Le due armate scontratesi a Cheronea nella Beozia combatterono una battaglia in cui l’ala sinistra de’Macedoni comandata da Alessandro, che avea allora l’età di diciassett’anni, tagliò a pezzi il battaglione sacro dei Tebani, composto di trecento uomini, e mise in fuga il rimanente dell’armata. Filippo non ebbe in sulle prime lo stesso vantaggio all’ala destra. Lisicle, generale ateniese, credendo aver già la vittoria in mano, nel trasporto della sua gioja, gridò: compagni, marciamo sino in Macedonia', e si mise imprudentemente e senz’ordine ad inseguire il nemico, Filippo ciò vedendo disse che gli Ateniesi non sapcano vincere, e la rotta che sopravvenne giustificò questa riflessione. Tra i prigionieri, il re macedone trattò assai differentemente i Tebani e gli Ateniesi. Pretese dai primi considerabili riscatti, ma riguardo agli Ateniesi oltre di a-verneli esentati, fece seco loro un trattato di alleanza e di amicizia. Ne strinse di consimili poco dopo colle altre repubbliche della Grecia, e tutto ciò colla mira di associarle al disegno ch’egli avea di portar la guerra negli stati del re di Persia. La proposizione ch’egli espose loro fu bene accolta ed ottenne senza difficoltà di essere nominato generalissimo della confederazione (33y). Già si apparecchiava di passare in Asia preceduto da un’armata di dugentomila uomini a piedi e quindicynila di cavalleria, comandata da Par-iuenione, da Attalo ed Aminta, (piando venne assassinato