DELLA REPUBBLICA DI ATENE 377 sto verso le 5 ore di sera , 1’ anno 4^‘ avanti Gesù Cristo. Gli Ateniesi venuti meno davanti Metlione, difesa da Brasida lacedemonio, si ricattarono col saccheggio dato ad una città importante di Elide. Archidamo riapri la campagna vegnente con una nuova invasione nell’Attica. Ma un disastro ancora maggiore per questo paese si fu la peste da cui fu desolato, lppocrate, dell’isola di Coo, esercitava allora col maggior riuscimento la medicina di cui è riguardato come il padre. Venuto in soccorso degli Ateniesi dopo aver resistito agli inviti lusinghieri del re di Persia, i cui stati gemeano sotto lo stesso flagello, riuscì a farlo cessare. Al tempo eli’esso ancora durava, Pericle fece vela verso il Peloponneso con cento vascelli. Ma la peste essendosi impossessata dell’equipaggio, fece strage delle truppe eh’ erano occupate all’ assedio di Potidea. Gli Ateniesi cominciarono allora a lagnarsi altamente di Pericle, riguardandolo come la prima causa dei mali eh’essi sofferivano. Unitisi fra loro, gli tolsero il governo e lo condannarono ad un’ammenda. Ma ben presto nello stato miserabile m cui si trovavano, sentirono il bisogno di lui per ¡stabilire le cose loro, cd in una nuova assemblea, a cui intervenne per consiglio de’suoi amici anche Pericle, gli fecero delle scuse, e lo pregarono di riassumere il ministero. Allora Pericle ricomparve davanti Potidea, il cui assedio durava da tre anni. Questa piazza ridotta per mancanza di viveri a nudrirsi di carne umana, propose finalmente di arrendersi a condizione che fosse salva la vita degli abitanti (429). Ciò ottenuto, costretti questi a sloggiare da Atene, surrogò loro una colonia. Fu questa 1’ ultima spedizione di Pericle. Attaccato poco tempo dopo per la seconda volta dalla peste, egli vi succumbette. ÌN'ei momenti che si credevano per lui gli estremi, nei quali 1 suoi amici raccoltisi intorno a lui teneano discorso delle sue spedizioni militari consacrate alla memoria con nove trofei, a lui eretti, egli prendendo improvvisamente la parola disse : mi sorprende che voi magnificate dei vantaggi, in cui la fortuna s’ebbe egual parte di me, e che mi sono comuni con tantf altri generali,• mentre dimenticate ciò che v' ha per me di più seducente e glorioso,