3»4 CRONOLOGIA STORICA Ritornato clic fu in Macedonia, egli venne per ordine di Perseo assassinato. Altri non meno atroci delitti distinguono gli esordii del regno di costui. Erede dell’ odio di suo padre contro i Romani, invia ambasciatori in Grecia e in Cartagine per aizzar nemici contro di loro. Il senato istruito de' suoi maneggi, e di gran numero di omicidii da lui commessi, non esita a dichiarargli guerra. Il console Licinio, incaricato di questa spedizione, s’imbarca colla sua armata a Brundusio, donde giunge in Tessaglia. Ivi stava I’ersco alla testa di trentanovernila uomini d’infanteria e quattromila cavalli. Era questa l’oste più forte che avessero avuto i Macedoni dopo quella che Alessandro il grande menato aveva nell’Asia (171). Perseo impegna sulle sponde del Peneo un’azione della sua cavalleria contro quella dei Rimani. nella quale egli riporta considerabile vantaggio, essendo la perdita del nemico montata a due-iniladugento uomini rimasti sul campo, oltre gran numero di prigionieri, mentre la sua non fu che di sessanta uomini. Ma invece di rendere compiuta la sua vittoria inseguendo il nemico già sbaragliato gli diede il tempo di rannodarsi ; e ciò eh’è peggio ancora, mandò ambasciatori a far proposizioni di pace. Queste però lungi di venir accettate, ridestano nei Romani il sentimento della loro superiorità, e Perseo a mal suo grado si determina a continuare la guerra. 11 rimanente della campagna fu impiegato per parte dei Macedoni a molestare il nemico con molto successo. Il pretore Lucrezio prese nonostante d’assalto la città di Aliarte nella Beozia, e sottomise quella di Tebe, la quale di per se stessa si arrese. 169. Il console Q. Marzio Filippo, persuaso che convenga attaccar Perseo nel cuor de’ suoi stati, penetra con grande stento in Macedonia. Appena il re sente il suo arrivo, rimane colto di vivo spavento. Il consiglio e la prudenza lo abbandonano tutto ad un tratto ; e lascia libero ai Romani l’ingresso nel proprio territorio, ricoverandosi precipitosamente a Pidna. Riavutosi dal suo codardo timore, ne concepisce tale vergogna, che per non lasciarne traccia 0 testimonio, condanna a morte Andronico, cui a-vea commesso d’incendiare tutte le sue galere in Tessalo-mea, benché questi fosse stato abbastanza saggio per nuu