DEI RE DI MACEDONIA 3i3 dal banchetto. Pretendesi ch’egli non abbia fatto elio prevenire Alessandro, il quale gli preparava la stessa sorte. . Demetrio, figlio di Antigono, s’impadronì della Macedonia dopo essersi disfatto di Alessandro Aigus. Egli s’era di già reso celebre per le alte gesta che gli aveano meritato il soprannome di Poliorcete ossia prenditore di città. Avea accompagnato suo padre alla battaglia, d’Isso nella Frigia combattuta contro Lisimaco, Seleuco, Cassandra e Tolommeo, nella quale Antigono perdette la vita in età di ottantaquattro anni in un ad oltre ottantamila uomini. Demetrio, dopo questo infortunio, durò fatica a trovare un asilo. Rigettato dagli Ateniesi, alla cui riconoscenza egli tenea dei diritti, fece vela verso il Chersoneso di Tracia, dal cui saccheggio portò seco ricco bottino. Credendosi allora capace di una più grande intrapresa, concepì il disegno di riacquistare quanto suo padre avea posseduto nell’impero d’Asia. Gl’ immensi preparativi da lui fatti in terra ed in mare per siffatta spedizione, insospettirono Tolommeo, Seleuco e Lisimaco. Unitosi Pirro con quest’ultimo, ciascun de’due entrò dal suo canto nella Macedonia, e vi fece così grandi e rapidi’ progressi, che Demetrio fu obbligato a salvarsi in Grecia travestito da sem- fdicc soldato. L’armata si dichiarò tosto per Pirro, il qua-e teneva in suo potere parecchie famiglie di quelli che la componevano. Lisimaco avendo contribuito alla rotta di Demetrio, pretese dividere la Macedonia con Pirro/ lo che ottenuto riuscì in capo a cinque o sei mesi a spogliare quest’ ultimo della porzione che gli era stata ceduta. Intanto Demetrio, malgrado le sue sciagure, nutriva sempre nel cuore il desiderio di portar in Asia le sue armi. Avendovi passato con una flotta, pervenne, benché sempre molestato da Agatocle figlio di Lisimaco, sino ai' confini dell’Armenia e della Media. Allora abbandonato da una gran parte della sua armata, che per mancanza di viveri e per malattie non poteva di più oltre seguirlo, si vide obbligato di ritornar sulle sue orme. Giunto a Tarso nella Cilicia, scrisse quivi a Seleuco suo genero per ¡implorare da lui soccorso. Preoccupato da’suoi cortigiani, il re di Siria assegnò per asilo a Demetrio la Cataonia, prendendo però delle precauzioni onde impedirgli di penetrare in Siria. Tom. III. 20 *