34** CRONOLOGIA STORICA Gli Spartani trambasciati da questo avvenimento, ricorsero all’oracolo di Delfo, die consigliò loro d’indirizzarsi agli Ateniesi onde avere un generale scelto tra essi. Atene quasi per derisione inviò loro il poeta Tirteo, nomo di brutto aspetto c di carattere fantastico. Aristomene, generale dei Messeni, avendo riaperta la campagna divenne una seconda volta vincitore. Questo nuovo disastro sconcertò interamente gli Spartani. Tirteo, riconfortò il loro coraggio ad essi promettendo die l’oracolo di Delfo da cui pendeva il loro destino non tarderebbe a verificarsi. Egli non gl’ingannò altrimenti (682). Marciato avendo alla testa dei Lacedemoni contro i Messeni, gli accerchiò in guisa che stretti da ogni lato, ne passò il maggior numero a fil di spada, e obbligò gli altri a ritirarsi sul monte Ira, ove si fortificarono determinati a difendersi sino all’ultimo sangue. Aristomene lor generale guarnì nel tempo stesstf di truppe Pile e Me-thorie, abbandonando ai Lacedemoni le altre piazze della Messcnia. Questi riguardando allora come terminata la guerra, divisero tra essi le terre mentre assediavano Ira. Ma Aristomene li fece ben presto accorti del loro inganno ; poiché presi seco trecent’ uomini devastò tutt’ i luoghi dei dintorni, donde trasportò nella piazza assediata copioso bottino. I due re di Sparta Anassandro e Anassidame, clic non erano guari lontani, sorpreso avendo i Messeni prima eh’essi avessero raggiunto il monte, diedero loro sanguinosa battaglia, in cui la maggior parte de’Messenii rimase tagliata a pezzi, ed Aristomene tutto coperto di ferite e prigionie«» con cinquanta de’suoi. Gavazzanti per questa presa i Lacedemoni ebbero 1 inumanità di gettarlo in una caverna tenebrosa ed infetta, donde egli ebbe la destrezza di uscire in capo a tre giorni quasi per prodigio. Già lo si teneva per morto quando ricomparve sul monte Ira. 11 suo ritorno rianimò il coraggio de’Messeni, senza però punto diminuire quello dei Lacedemoni. Questi spinsero con tinto ardore l’assedio clic dopo tre giorni della più vigorosa resistenza, Aristomene non potendo più mantcncrvisi, fece aprire l’ultima barricata, e usci coll’armi in mano, deciso di procurarsi un passaggio attraverso i nemici. Lungi di arrestarlo, se gli lasciò libero il varco. egli rimase in Grecia, mentre i Messeni trovandosi senza