4ao CRONOLOGIA STORICA clic erano limasti superstiti riportando egli stesso sette ferite. Intanto i Siracusani poco soddisfatti della condotta di Sosistrato lo discacciano in un con seicento uomini, dichiarati suoi partigiani. Acestoride di Corinto viene eletto al posto di generale di Siracusa, e ad Agatocle è accordato il permesso di far costà ritorno. Lo spirito turbolento del giovili guerriero gli attira ben presto l’ordine di uscire una seconda volta dalla città. 1 Morgantini che gli avea-no dato ricovero lo nominano a generale delle lor truppe, alla testa delle quali prende la città de’Leontini e fa dappoi l’assedio di Siracusa. Prevedendo però, ch’egli non sarebbe il più forte contro i Siracusani sostenuti dai Cartaginesi, viene a trattativa, ed Amilcare se ne fa mediatore« Agatocle accorda quanto gli viene richiesto, e s’impegna pure coi maggiori giuramenti di mantenere la propria parola. Rientra in Siracusa, e si comporta con tanta destrezza che si procura la confidenza del popolo di cui è eletto generale (317). Ma appena inalzato a questo posto si libera da coloro che potevano intorbidare il disegno da lui concepito di usurparsi 1111 assoluto potere. In un istante Siracusa è riempiuta di orrori e di stragi. Meglio che quattromila persone vengono uccise in un sol giorno, e seimila si sottraggono al macello, precipitandosi dall’ alto delle mura, giaccliè stavano chiuse le porte della città. 315. Agatocle arma per mare e per terra onde piombar improviso sulle città vicine che non aveano alcun sentore di ostilità. Questo procedere eccita tra lui, e queste città parecchie guerre, le cui particolarità non sono sino a noi pervenute. Si sa solamente che ne risultarono sempre colla mediazione di Amilcare dei trattati favorevolissimi al tiranno. ( 314 ) Per non essere stata approvata questa pace dai Messinesi si dovette negoziare ancne con essi. Finalmente la concordia ¿ ristabilita in Messina (312). Ma Agatocle, in seguito trovato un pretesto per far venire a Siracusa que’di Messina e di Tauromenio, che gli erano i più avversi, ne condanna a morte seicento, e con ciò fa rispettar il suo potere assoluto. 312. I Cartaginesi erano assai malcontenti del nuovo