DELLA SICILIA 39i 4a3. Feace è inviato in Sicilia dagli Ateniesi onde sollevare i popoli contro i Siracusani, e proporre il ristabilimento della città dei Leontini. • I Camarini, e que’ di Agrigento entrano a parte di questo piano; ma i Gelesi non vogliono sentire clic se ne parli. Feace tiene abboccamento coi malcontenti di Briscinia, e gli esorta a difendersi, promettendo loro il soccorso degli Ateniesi; ma nulla dice la storia sulle conseguenze di questi maneggi. 4>6. Gli Egestani ed i Selinuntini muovon piato in proposito dei confini del loro territorio, e si viene a sanguinoso combattimento, in cui i primi sono battuti con molta perdita di gente. Siracusa, prendendo le parti di Selinunto, inquieta il loro commercio e terrestre e marittimo. Atene vedendo clic i Cartaginesi ricusano di aver parte in tali controversie, dà ascolto agli Egestani dietro il parere di Alcibiade. Gli Ateniesi già si mostrano impazienti per la guerra di Sicilia. Ciascuno vuole arrolar-visi, malgrado i presagi giudicati sinistri da coloro che si spacciavano ed eran tenuti pei più esperti nell’interpretazione degli augurii. 415. Alla metà della state gli Ateniesi mettono in ma- TIRANNI DI REGGIO E DI ZANCLE OSSÌA MESSINA. tento dei Samii divenuti padroni di Zancle quanto Io era stato degli antichi Zanclii, chiama a se dal Peloponneso i Messemi, cui i Lacedemoni scacciato aveano dal proprio paese. Questi Messenii gli agevolano la distruzione di ¿anele, fondano pochi passi distante una nuova città, cui appellano Messina, e riconoscono a lor re Anassila. Questo principe che avea sposato Cidippe, figlia di Tirillo, tiranno d’Imera, muore (476) dopo un regno di diciott’ anni tanto in Reggio che in Messina, senz’ esser riuscito a riporre il proprio suocero sul trono d‘ Imcra. Micitho fu il successore di Anassila in qualità di tu-