DEI LACEDEMONI 361 senti, alla cui testa eravi Agesilao, e questi a forza di sol-licitazioni , ottenne la revocazione del giudizio^ a cui Sfo-drias si era già sottratto colla fuga &']'])• Allora si dichiarò la guerra''tra Atene e Sparta. Gli Ateniesi, conchiusa coi Tebani novella alleanza, si unirono ad essi contro i Lacedemoni. Fu quello il punto in cui Epaminonda uscì dal suo ritiro, dove da molt’anni educavasi nel silenzio alle lettere, alla filosofia, alle scienze ed all’arti collo scopo di rendersi utile alla patria. Collegatosi con Pelopida, non tardò guari a far decadere i Lacedemoni dall’alta fortuna di cui godevano. Questi due generali condiuvati da Cabria, ammiraglio degli Ateniesi, costrinsero in pochi anni quasi tutte le città ui Beozia a rientrare sotto la dipendenza di Tebe. Ma la superiorità dei Tebani non fu pienamente decisa se non alla battaglia di Leuttra in Beozia (3ti). E-paminonda ebbe il comando dell’ armata Tebana, la quale non era composta che di seimila uomini. Ma nel punto in cui stavasi per venire alle mani Epaminonda ricevette un rinforzo di millequattrocento Tessali, e cinquecento cavalli comandati da Giasone. Questo sussidio non rendendo ancora gran fatta i Tebani pari in numero a’loro nemici, Giasone si offerì di recarsi a proporre a questi una tregua di alcuni istanti per trattare, se tosse possibile, un accomodamento. Il re Cleombroto che li comandava avendovi consentito si disponeva a dar indietro. Ma posto appena in cammino vide sopraggiugnere una novella oste che gli era stata inviata dagli efori sotto la condotta di Archida-mo figlio di Agesilao. Allora ricalcando le sue orme presentò battaglia. Fu essa delle più micidiali pei Lacedemoni, che videro perire il lor re nella mischia sotto una grandine di dardi dopo aver fatto prodigi di valore. I loro alleati furono i sou che nella carnifìcina preferirono la fuga alla morte. Essi non furono però meglio trattati degli altri. Inseguiti nella lor rotta, quanti se ne raggiunsero vennero tutti trucidati. Gli storici s’accordano unanimi a dire che la perdita per pat te dei Tebani non fu che di trecent’ uomini mentre montò a quattromila quella de’ Lacedemoni. Tale fu la giornata fatale di Leuttra, che fece perdere a Sparta l'impero della Grecia, di cui essa aveva goduto per lo spazio di circa anni cinquecento. Tom. III. a3 *