DI ALESSANDRO IL GRANDE 3o7 conficcato nell’osso della gamba. In questo stato venne trasferito alla sua tenda, dove gli ambasciatori dei barbari vennero l’indomani a presentargli le loro umiliazioni. Per annientare tutta la dinastia di Dario, mancava al vincitore il conquisto dell'Indie, e vi si accinse collo stesso brillante successo che avea maisempre accompagnato le sue armi. Tra i re di coteste regioni con cui egli ebbe a combattere, il più formidabile era Poro, i cui stati si estende-vono tra i fiumi Idaspe ed Acesine. Dopo averlo vinto in due battaglie, l’eroe Macedone lo indusse a professarsi suo vassallo. Ciò è quanto si può raccogliere di certo dal ritratto, che di questo principe barbaro ci hanno lasciato gli antichi. 3a6. Accecato da così prosperi eventi, Alessandro indossò l’abito, e prese i costumi cle’Persiani. Passare i giorni e le notti in mezzo ai tripudii e contendere il premio ai più arditi bevitori, fu per qualche tempo una delle principali sue occupazioni. Questa sua mutazione eccitò nella armata delle mormorazioni. In una delle sue orgie, postosi egli a millantare le proprie gesta e deprimere quelle di suo padre Filippo, fu aspramente contraddetto da un antico capitano chiamato Clito, di cui il vino avea esaltata la testa. Irritato dai rimproveri che gli fece questo uffiziale sulla sua ingratitudine verso coloro che meglio lo aveano servito, rammentando tra gli altri Parmcnione e Pilota, Alessandro gli lanciò un giavellotto che lo stese morto. A questo trasporto succedette il rincrescimento: inconsolabile perla morte di quest’uomo, che gli avea salvato la vita al passaggio del Granico, voleva ferir se stesso col medesimo giavellotto se non ne fosse stato rattenuto. Tv O .... Dopo aver passato quattro giorni nel pianto, e senza prender cibo, si arrese finalmente alle preghiere de’suoi amici che lo scongiuravano a conservarsi per essi medesimi. Raccolto poscia copioso numero di soldati persiani, per servir come reclute nella sua armata, passa nella Media, la cui capitale Ecbatana aveva dugencinquanta stadi , ossia trentunmila dugencinquanta passi di perimetro. Quivi perdette Efesione amico suo il più tenero c costante (325) il cui corpo commise a Perdicca di trasportare