DELLA REPUBBLICA DI CARTAGINE 469 lega N. Fabio Buteo progredisce quello di Trapani. Si fa il cambio dei prigionieri. 246. I nuovi consoli di quest’anno non possono far diloggiare Amilcare dal posto clic occupava sulla montagna. Si continuano i due assedii. Sulla fine di quest’anno viene al mondo Annibaie. I Romani vincono presso Egi-mura una battaglia contro i Cartaginesi (245), ma un naufragio ne fa lor perdere tutto il frutto. Il proconsole Fabio Licinio stringeva dappresso la città di Trapani (244)-Ma Amilcare sorprende Elice ed assedia i Romani rimasti sulla sommità della montagna nel tempio di Venere Eri-cima. Un corpo d’ armata Romana accampato appiè della collina, assedia lui stesso. I due partiti restano in questa posizione sino alla pace. Intanto i Galli impiegati al servigio di Cartagine e stabiliti in guarnigione ad Erice, formano il progetto di consegnar la città ai Romani ( 243 ). Scoperto il divisamento i colpevoli si sottraggono alla pena della loro perfidia passando nel campo dei consoli. Lo zelo dei cittadini romani per la guerra contro i Cartaginesi fornisce ed equipaggia una flotta di cento vascelli (242), il cui comando è alfidato a C. Lutazio. Il console parte nei primi giorni di luglio e comincia dall’impadronirsi del E orto di Trepano 0 Trapani e di tutti que’vicini a Lili-eo, di cui era governatore Giscone. I Cartaginesi raccolgono tutte le loro forze. Esse consistevano per la più parte in truppe mercenarie sprovvedute di esperienza, di zelo ed interessamento, mentre quelle dei Romani erano presso clic tutte scelte. Lutazio dà l’assalto alla città di Trapani e rimane ferito. I suoi soldati abbandonano l’attacco, e trasportano il console ne’propri accampamenti. Annone si dà la maggior fretta colla sua flotta onde venire in soccorso degli assediati. Egli si.fa vedere all’altura di Geroncse. Il pretore romano lo attacca, e i Cartaginesi piegano al primo urto. Il console non ancora rimesso della sua ferita, si fa trasferire nel suo vascello, veleggia verso l’isole Egate c dà battaglia ai Cartaginesi il 18 maggio (241). Annone, benché superiore in numero, è un’altra volta battuto. Vengono colati a fondo cinquanta de’ suoi vascelli, e presi settanta col-