DEI LACEDEMONI 36; suoi ordini. Se non che nel tragittare con un corpo di truppe in Italia, fu ucciso presso la città di Munuonio, che s’ignora ove fosse precisamente posta (338). Gli fu eretta una statua nel tempio di Giove olimpico: onore che non venne conceduto a verun re di Sparta (Diaci. I. XVI) 356. Sotto il regno di Archidamo la superstizione fece insorgere tra i Greci una guerra detta sacra, che durò per dieci anni. Ecco quale ne fu l’occasione. I Focei che si erano presa la libertà di seminar alcune terre che circondavano il tempio di Delfo, vennero dai Tebani accusati di sacrilegio, e deferiti al tribunale degli Anfizioni, protettori del tempio di Apollo. 11 giudizio da essi pronunciato dichiarò i Focei profanatori ed usurpatori, e li condannò a forte ammenda in espiazione del loro delitto. Filomela però, uno tra i più notabili Focei, suggerì loro di opporsi a questo decreto, pretendendo che l’amministrazione del tempio ad essoloro appartenesse. Impugnate l’armi onde sostenere la loro opposizione,' cui appoggiarono sull’autorità di Omero, elessero a lor generale Filomela che trasse nel suo partito i Lacedemoni- Gli Anfizioni confermarono con nuovo decreto il pronunziato giudizio, c dichiararono formalmente la guerra ai Focei, ch’ebbero dalla loro i Lacedemoni, gli Ateniesi cd alcune città del Peloponneso. Il fuoco di questa guerra accese insen àbilmente tutta Grecia avendovi preso le armi i Locrii i Tessali, ed altri popoli per l’esecuzione del decreto proferito dagli Anfizioni. Filomela si pose in campagna, e cominciò dall’invadere il tempio di Delfo, bottinandone i tesori; con che potè stipendiare le sue truppe. Ma dopo aver riportati considerabili vantaggi pel corso di alcuni anni, fu sconfìtto dai Tebani, che lo inseguirono rsino all’orlo di un precipizio, in cui per non cadere tra le loro mani (354) ca*’ gettò volontario. La sua morte però non impose fine alla guerra essendosi stato sostituito Onomarco di lui fratello che l’anno seguente comparve alla testa dei Focei. Filippo, re di Macedonia, era troppo accorto per immischiarsi in questa guerra la quale da un canto gli lasciava la libertà ili dilatare le frontiere de’suoi stati, e dall’altro lo metteva a portata d’invadere tutta la Grecia quando eolie sue guerre intestine avesse essa interamente esaurito le proprie forze.