DELLA REPUBBLICA DI ATENE 289 trasse facilmente al suo partito (4oi). Tredicimila di essi con Clearco alla testa, essendosi recati a raggiungerlo, combatterono a suo prò nella giornata di Cunassa, nella provincia di Babilonia, ove questo principe fu ucciso. Ridotti a diecimila uomini dopo la battaglia, essi si trovavano nel maggiore imbarazzo per far ritorno alla patria dond’ erano più che cento leghe lontani. In un consiglio cui tennero all’indomani determinaronsi a prender la via di Paflagonia, e tosto si posero in marcia. L’armata persiana comechè incomparabilmente superiore di numero, non osò di attaccarli, e si contentò di star loro a’fianchi e molestarli. Tisaferne iacea le viste intanto di voler trattare per la loro pace col re di Persia. Attirato nella suà tenda Clearco con parecchi de’suoi uf'fiziali, sotto pretesto di aver a conferire seco loro li fece trucidare coti perfidia degna di un barbaro. Colui che dopo Clearco a-cquistò maggiore autorità nell’armata, quantunque fosse uno de’più giovani, fu Senofonte Ateniese discepolo di Socrate, distinto del pari per lumi, per saggezza e per valore. Dobbiamo alla sua penna la storia della ritirata dei diecimila, opera che nel suo genere non s’ha l’eguale nell’antichità ove si eccettuino i Commentarli di Cesare. L’armata di cui era egli come il capo era ridotta a circa seimila uomini quana’ essa giunse a Pergamo nella Troade. I Lacedemoni trovavansi a quel tempo in guerra coi satrapi Farnabaso e Tisaferne, che non erano meno contrarii tra loro. Conone, dopo perduta la battaglia di Egos-Potamos, ritiratosi presso Evagova re di Cipro, non aveva dimenticato la sua patria, e desiderava ardentemente di trovar occasione di risarcirla delle perdite cagionate dalla sua disfatta. Concertatosi con Farnabaso, persuase questo satrapo a portar lagni al re di Persia contro Tisaferne ed accusarlo di parzialità pei Lacedemoni egualmente opposta agl’interessi del monarca che a quelli degli Ateniesi. Sulle istanze di Farnabaso il re fece dare a Cononc cinquecento talenti a mano di Ctesia suo medico, ed una flotta per far guerra ai Lacedemoni. Tisaferne e Farnabaso obbligati malgrado la secreta loro inimicizia di conformarsi agli ordini del re, unirono le loro forze contro Dercilli-da generale lacedemone, e lo strinsero in Caria sì fatla- To.w. III. 19