DEI LACEDEMONI 3% ridesta passione. I suoi abitanti uscivano da cinque villaggi eh’erano stati il soggiorno de’loro antenati. I Lacedemoni temendo che coll’aggrandirsi potessero lor dar gelosia fecero ad essi modestamente proporre che ne sgombrassero per ritornare ai luoghi eh’ erano stati la loro culla. Questa proposizione essendo stata ricevuta col disprezzo eh’essa si meritava, fu fermato di toglier colla forza ciò che non poteva ottenersi coll’ arte (386). Sul rifiuto di Agesilao, antico amico de’ Mantinei, fu commesso ad Agesipoli suo collega di recarsi ad assediare cotesta città. Era allora il cominciamento di state. Egli dopo avere inutilmente impiegate le sue forze davanti questa piazza, s’avvisò di arrestare con una ghiaiaja il corso del fiume che l’attraversava. Con questa operazione rimasti coperti dall’acque e il territorio e la città, fu forza ai Mantinei di ritornare ne’ luoghi da lor lasciati deserti. Olinto, potente città di Tracia, pretendeva pure di esercitare il suo despotismo sulle città di Acanto e di A-pollonia poste ne’suoi dintorni. Gh oppressi si rivòlsero ai Lacedemoni, e questi spedirono in loro soccorso Euda-ìnida con 1111 corpo di duemila uomini. Passando per Tebe (38u), Eudamida si rese padrone della fortezza chiamata la Cadmca, a lui consegnata per tradimento da Arcliia e da Leontida che ne avevano la custodia. Questa conquista non fu però di lunga durata. Teleutias marciava intanto verso Olinto, i cui abitanti venutigli a fronte lo sconfissero, e gli fecero perder la vita. Il re Agesipoli fu nominato in sua vece. Strada facendo, egli attaccò Torone, città fortissima cui obbligò ail arrendersi (38o). Egual sorte atten-devasi Olinto quando Agesipoli infermò e morì. Il suo valore e la sua umanità gli meritarono il compianto dei Lacedemoni. Non avendo questo principe lasciato figli, Cleom-broto, di lui fratello, gli succedette nel regno. Continuava-si incessantemente l’assedio di Olinto. La piazza difettando di vettovaglie fu alla fine obbligata ad arrendersi, a condizione che gli abitanti sarebbero ammessi nel novero degli alleati di Lacedemonia. Questa repubblica si credeva allora in istato di dar leggi a tutta Grecia. Ma essa ignorava che Tebe nutriva due cittadini destinati a farle perdere la superiorità cli’es-