4i4 CRONOLOGIA STORICA »luna alcuni soldati stranieri, co’quali penetrato essendo nella città (347) ne scaccia Nipsio, e si ristabilisce ili possesso del trono, dicci anni dopo di essere stato costretto ad abbandonarlo: egli nella sua sciagura era divenuto più feroce, e malvagio. Irritati dalle sue vessazioni i più nobili cittadini di Siracusa implorano il soccorso d’ Iceta loro conterrazzano, tiranno allora di Leonzio, lo nominano generale delle lor truppe, e rimettono interamente tra le sue mani i propri interessi (346), non già perchè lo giudicassero più virtuoso di Dionigi, ma perchè speravano che adescato dalla loro confidenza ed avendo un’ armata considerevole nulla trascurerebbe onde proteggerli. I Cartaginesi riguardarono questa circostanza come favorevolissima alla mirach’es-si aveano d’impadronirsi della Sicilia. Una flotta.cui equipaggiarono per farvi una discesa senza saper nemmeno ove approdare, sparge per Siracusa il terrore. Mentre gli abitanti si rivolgono a Corinto ond’essere soccorsi, Iceta fìnge di voler unirsi seco loro colla speranza di ridurli sotto il suo potere. 1 Corintii contro la sua espettazione, inviano Timoleonc ai Siracusani con un corpo di truppe per porsi alla loro testa. Era egli il personaggio più distinto di Corinto per nascita e per patrio amore, che indotto lo aveva persino a cospirare contro suo fratello Ti-mofane onde punirlo di aver tradito ed assoggettato Corinto, ma che da vent’ anni per espiare questo sacrifizio così doloroso al suo cuore, crasi da se stesso condannato alla solitudine (Diod. Sic. I. xvi. ) 345. II generale corintio movendo dal suo paese sotto gli auspicii più felici, sbarca senz’aleuti sinistro a Reggio. Sciite costì che Iceta giunto in Siracusa, teneva assediato Dionigi in quella parte della cittadella chiamata l'isola Ortige, c che i Cartaginesi cransi obbligati d'impedire ai Corintii di prender terra in Sicilia. Timoleone domanda una conferenza cogli uffiziali della squadra Cartaginese in Reggio, eh’ era cl’intelligenza con Corinto. I Cartaginesi vi acconsentono. L’assemblea si raduna nella città, e ne chiude le porte sotto pretesto di costringere in tal guisa gli abitanti di non ad altro attendere che a ciò per cui stati erano convocati. Gli oratori eh’erano a par-