68 CRONOLOGIA STORICA i5j. Eumene muore dopo ua regno di quarant’ annii cui Strabono per errore porta ai quarantanove. Egli, perchè Aitalo di lui figlio non era ancora in età di succedergli, avea col suo testamento dichiarato Attalo Filadelfo a suo tutore lasciandogli anche la corona. Polibio fa alto elogio di Eumene. Siamo debitori senza dubbio a questo principe dell’accrescimento della famosa biblioteca di Pergamo, che dicesi essere stata ricca di dugentomila volumi tutti eletti, di cui M. Antonio fece dono in seguito a Cleopatra, e che furono trasportati in Alessandria. i5j. Attalo II, sopraunomato Filadelfo a causa del suo amore fraterno, montò sul trono di Pergamo dopo la morte di Eumene di lui fratello, poiché il figlio di questo chiamato pur Attalo, non era, come si disse, in età di tenere le redini del governo. Avendo intrapreso di rimettere sul trono di Cappadocia Ariarathe V, spogliato da Oloferne, fu balzato ila Prusia re di Bitinia, che riportò sopra di lui piena vittoria II senato di Roma, al qual egli ebbe ricorso, avendo spedito commissarii per ristabilire la pace tra questi due principi, Prusia inorgoglito dai suoi successi, non volle dar retta a verun accomodamento. Egli assali Pergamo, ove s’erano rinchiusi i commissarii, e ne formò P assedio cui fu poscia costretto di abbandonare. Nè meglio riuscì dappoi all’assedio di Elea, essendo stato costretto di levarlo da Sofandro generale di Attalo. Se non ch’essendo stata ristabilita la pace tra i due principi, Attalo figlio di Eumene, e nipote di Attalo li. si rese a Roma per farsi ivi conoscere, e ringraziare il senato della protezione eli’esso accordava al regno di Pergamo, di cui era l’erede. Tra le varie azioni con cui Attalo il zio si distinse ( 146) si annoverano i soccorsi da lui forniti in persona al console Mcmmio per la presa di Corinto, considerata come il più forte baluardo della libertà greca. Dopo aver segnalato il suo valore in gran numero di occasioni, questo principe abbandonossi al riposo ed ai piaceri. F'ilopemene, di lui ministro, si rese padrone del suo spirito a grado che a Roma cliicdevasi a quei che venivano d’Asia, se il re di Pergamo s’avea ancor qualche riputazione presso Filopemene. Nel suo ozio, egli non tralasciò però di fondar parecchie città, di cui le prin«