482 CRONOLOGIA STORICA di antichità. Gli ambasciatori macedoni e cartaginesi, incaricati di portar a Filippo il trattato, cadono nelle mani del nemico, e sono inviati a Roma prigionieri. In questo torno di tempo, Gracco sconfigge i Campani alleati dei Cartaginesi nelle adiacenze di Cuma. Annibaie giunge troppo tardo in loro aiuto", saccheggia però tutto il paese vicino, e mette l’assedio davanti questa città (214). Il console l’obbliga ben presto ad abbandonarlo, gli uccide mille quattrocento uomini, e ne fa prigionieri quaranta. Annone era stato sconfitto nella Lucania da Tito Sempronio Longo con la perdita di quattromila uomini , cd i Bruzii avevano a-perte le loro porte ai Romani. Asdrubale , cognominato Calvo, spedito nella Sardegna, colto da violenta burrasca avea dovuto dar fondo in uno dei porti delle isole Raleari. Tre principali signori macedoni aveano concluso un trattato coi Cartaginesi, ma la stagione non permetteva a Filippo di fare veruna diversione in loro favore. Per conseguenza Fabio, passato facilmente il Vultur-no insieme col suo collega, s’impadronisce di Combulteria, di Trebula, e di Austicula (2i3). Marcello fa non solamente levar l’assedio di Nola, ma ad un miglio distante dà battaglia ai Cartaginesi, uccide loro cent'uomini, e quattro elefanti, due ne prende, fa mille seicento prigionieri, e si rende padrone di diciannove bandiere. All’ indomane di quest’ azione, un corpo di circa milletrecento cavalieri tra Spagnuoli e Numidi, tutti soldati veterani, migrano al campo dei Romani. F'abio s’avanza verso Capua mandando per istrada ogni cosa a fuoco e a sangue. Nel tempo stesso ¡Manlio con una armata forte di ventimila fanti e di mille dugento cavalli, sconfigge Josto, figlio di Arsi-cora, generale dei Sardi, gli uccide trentamila uomini in una azione che questo giovinastro ha la temerità di avventurare, e fa milletrecento prigionieri. Dopo questa disfatta, A-sdrubale non può più sostenersi in Sardegna. Il generale romano trae lui stesso in un combattimento, in cui i Cartaginesi, dopo essersi diportati per oltre quattr’ore con una bravura senza pari, sono nondimeno posti allo sbaraglio in guisa di non poter più rannodarsi. Dodicimila Sardi e tremila Cartaginesi vi perdono la vita : settecento prigionieri e diciannove bandiere cadono in potere del vincitore.