DELLA SICILIA 407 toniati che si difendono con molto coraggio. Conclude un trattato di alleanza coi Galli che avevano incendiato Roma , ed ottiene soccorsi per continuar la guerra d’Italia. Qualche tempo dopo esso accorda pace a tutte le città Italiche che si erano contro lui dichiarate, e riceve in dono corone d’oro. Reggio non 11’è esclusa, ma pretende trecento talenti, cento ostaggi, e settanta vascelli. (388) Gli abitanti d’Iponio e di Caulonia sono trasportati a Siracusa. 387. I Cartaginesi avendo riparato ai disordini causati dalla peste, inviano in Sicilia una nuova armata sotto la condotta di Annone. La storia non ci ha conservato le particolarità di questa spedizione. Il consiglio di Reggio ricusa vettovaglie a Dionigi. Questi tiene tale rifiuto per una dichiarazione di guerra : in conseguenza rimanda gli ostaggi, e si reca ad assediare la città. Ostinatissimi sono 1’ attacco e la difesa. Dionigi corre pericolo una seconda volta di venire ucciso. L’assedio durava già da undici mesi; quando la città vien presa per fame, e gli abitanti sono obbligati di arrendersi a discrezione. Fitone che comandava in Reggio è trattato dal vincitore colla maggior barbarie, e co’più oltraggiosi insulti. Suo figlio e tutta la sua famiglia vengono insieme con lui precipitati in mare. 385. Dionigi fonda colonie nella parte d’Italia eh’e situata sul mare Adriatico. Desideroso di quivi estendere le sue conquiste sull’Epiro, fa alleanza cogli Illirii, e con Alceta re de’ Molossi, scacciato da’propri stati da’suoi sudditi. Verso lo stesso tempo (384) invade improvisamentc l’Etruria sotto pretesto di dar la caccia a dei corsari, c si porta a saccheggiare nel sobborgo di Agile ivi situato un ricchissimo tempio, le cui spoglie destano l’ardire di ripigliare il disegno di togliere ai Cartaginesi ciò eh’ essi possedevano nella Sicilia. 383. Magone, uno dei suffeti di Cartagine, passa in Sicilia onde opporsi alle mire di Dionigi. Succede un’azione vivissima tra le due armate presso a Cabala. Dieci-