DELLA REPUBBLICA DI CARTAGINE 473 iteralo cartaginese, accompagnato da suo figlio Annibale, in et^ allora di nov’ anni, comincia le sue operazioni con delle scorrerie pel paese, e stabilisce il suo quartiere a Gades, ora Cadice. La storia non ci lia conservate le particolarità delle sue gesta gloriose durante i nov’ anni, ne’ quali fece guerra in Ispagna (a), nè d’ altro parla, che della battaglia che gli costò la vita (229). Essa ebbe luogo nella parte della Lusitania abitata dai Vettoni o Vc-ctoni. Gli storici però s’accordano a rappresentare questo generale come uno dei graud’uomini di guerra che s’abbia avuto Cartagine. 228. Asdrubale IV, dopo la morte di Amilcare, viene eletto da tutta l’armata per surrogare suo suocero. Il senato approva tale elezione tanto più di buon grado, clic Asdrubale di già occupava per ¡scelta di Cartagine P importante posto d’ammiraglio. I Romani si adombrano dei progressi clic i Cartaginesi facevano in Ispagna. Asdrubale che aveva le stesse mire del suo predecessore, ma che ancora non poteva discoprirle^ consente ad un trattato ( 227 ) che da una parte limitava i suoi conquisti, e dall’altra esten-devali. La sua prudenza più che le sue armi, gli sottomette tutta quella parte di Spagna compresa tra l’Oceano e l’Ebro. Un Gallo, il cui padrone era stato posto a morte per ordine del generale cartaginese, lo assassina mentr’era sul punto di spinger più lungi le sue vittorie (221). Annibale IV o il grande, figlio di Amilcare VI, cognato di Asdrubale IV e fratello di Asdrubale V, viene incaricato pel credito clic godeva la fazione barcina a continuare la guerra di Spagna. Egli' non contava ancora ven-ticinqu’anni, benché avesse servito in tre campagne sotto Asdrubale. La sua rassomiglianza col padre, e le sue qua- (<*) Ciò che ne rapportano gli autori è trailo dai frammenti ili Di odoro di Sicilia, la maggior parte de’ quali non meritano la stessa confidenza del corpo stesso della storia, soprattutto quando, come nel easo presente , questi frammenti non consuonano punto con ciò eli’ è detto nel corpo del-T opera di Diodoro. Tom. III. 3o *