DELLA SICILIA 3g5 ransi {abbandonati all’ ultima costernazione dal giugner di Demostene con una flotta di settantatre galee cariche di ottomila combattenti tutti freschi. Novella pugna per mare, in cui Eurimedone volendo avviluppare i Siracusani, rimane egli stesso impigliato, ricacciato all’estremità del golfo Dascone, pienamente sconfitto, ed ucciso con parecchi ufficiali distinti. I Siracusani chiudono gli Ateniesi entro il porto. Questi fanno lunghi e vigorosi sforzi onde liberarsi, ma sono talmente battuti, che non pensano nemmeno a ridomandare i loro morti. I marinai montati sui vascelli di riserva, ricusano di tentare una seconda volta il varco. Divenuta impossibile la ritirata per mare, gli Ateniesi prendono il partito di eseguirla per terra. Ma mentre vi si apparecchiano, Ermo-crate s’impadronisce dei passi più difficili, fortifica i guadi delle riviere, rompe i ponti, e sparge per la pianura dei drappelli di cavalleria. Da ogni lato gli Ateniesi incontrano ostacoli insuperabili, e nemici invincibili. Demostene già ridotto alla disperazione si ferisce colla sua spada, nè può uccidersi. Nicia vuol patteggiare, ma i Siracusani ricusano qualunque componimento. Si fece degli Ateniesi una carnificina delle più crudeli, e delle più grandi che mai siasi veduta. Nicia si getta alle ginocchia di Gi-lippo , e lo scongiura a far cessare la strage. Il Lacedemone si piega finalmente a compassione, cd ordina che si facciano prigionieri. Di dugento vascelli spediti in Sicilia, neppur uno ritorna in Atene, e quarantamila uomini mossi per questa spedizione vi perdono la vita o la libertà. Questa vittoria la più segnalata, di cui parlino gli storici, porta la data del quarto giorno (i) avanti la fine del mese carneen dagli Ateniesi chiamato metagitnion, esordito avendo quell’ anno verso il 15 di agosto. Se ne istituì una festa solenne ed annua cui i Siracusani chiamarono Asinaria dal nome della riviera Asinara, sulle cui sponde Nicia era (1) JMutarco: Vita di Nicia, Dodwcl [*dnnales Thucydid(iei) riporta questo avveninunto al i4°- giorno dopo l’eclissi di luna accaduta la notte del 27 al 28 agosto ( Ed'it.)