36a CRONOLOGIA STORICA Gli Efori, alla nuova di questa disfatta diedero prove di loro fermezza. A quel tempo celebravansi a Spartii i giuochi gimnici. Anzi che sospenderli per abbandonarsi al duolo, ordinarono di continuarli, spedendo unicamente ai loro congiunti i nómi di quelli eh’erano rimasti sul campo di battaglia. Ciò fu un soggetto di allegrezza per essi, che si abbracciavano reciprocamente onde felicitarsi. Tutte le speranze degli Spartani erano riposte in A-tesilao. Pieni di confidenza nel suo valore e nella sua prudenza , essi lo resero superiore alle leggi, conferendogli un’autorità illimitata, simile a quella di dittatore a Ruma. Agesilao, malgrado la molta età sua, accettò la carica e si fece un dovere di esercitarla a talento degli Spartani. Radunata un’armata la condusse in Arcadia, dove senza impegnar battaglia, desolò la campagna, e si rese padrone di parecchie città; dopo di che ritornò a Sparta, contento di aver fatto vedere a’suoi concittadini che la fortuna non gli avea già abbandonati. I Tebani sollecitati dagli Arcadi, formarono la risoluzione di prostrare interamente la potenza di Sparta, impadronendosi di questa capitale del Peloponneso (369). E-paminonda e Pelopida incaricati di questa spedizione, entrarono nella Laconia: il primo si avanzò sino a Sparta, deciso di farne 1’ assedio. Ma Agesilao mercè le prese precauzioni provvide sì bene alla sicurezza della piazza clic obbligò il generale tebano a rinunciare al disegno di attaccarla (368). Epaminonda ritornato l’anno dcfpo, giusta le leggi del paese, allo stato di semplice privato, servì nel-P armata di Pelopida. Ma questo generale essendo rimasto con Ismenia suo concittadino prigioniero di Alessandro tiranno di Fere nella Tessaglia, fu tosto rimesso ad Epaminonda il comando che .avea deposto; e il suo valore salvò P esercito che gli venne affidato. I Lacedemoni vagheggiavano di continuo l'assoggettamento degli Arcadi, perlocchò gettatisi sulle loro terre (368) vennero ad una battaglia in cui uccisero loro diecimila uomini senza perdere 1111 solo dei propri. Quest’infortunio non rattenne però gli Arcadi dal cominciar a edificare la città di Megalopoli sul fiume Helisson. Questo nome che vale gran città, fu in seguito giustificato dal gran numero di