DELLA SICILIA vivano ad essa di base. Veniva usata per avvicinare alle mura i soldati; ma l’abilità di Archimede, le cui macchine agivano a qualunque distanza, rese del tutto inutile l’invenzione di Marcello, di guisa che i Romani, dopo a-ver perduta molta gente, presero il partito di convertir in blocco l’assedio che avea durato otto mesi. 213. Mentre Appio stava davanti a Siracusa co’ due terzi dell’ armata romana, Marcello dava opera a riconquistar le città che avevano abbandonato il partito de’Romani. Iruilcone, che comandava la flotta cartaginese, faceva dal suo canto ogni suo potere per conservare o ricondurre all’ ubbidienza di Cartagine le piazze eh’ erano state ad essa soggette. Furono varii gli eventi tra i due partiti, e il blocco di Siracusa sussisteva maisempre. Il console disperando quasi di prenderla per fame, tenta un’altra via (212). Informato da un desertoie, che all’indomani si celebrava in Siracusa per tre giorni consecutivi la festa di Diana, fa dar la scalata alla torre Galeagro, mentre i cittadini e i soldati avvinazzati erano immersi nel sonno. Di già diecimila uomini occupavano il bastione, ed altri aprivano la breccia dalla parte dell’Esapila. I Siracusani si destano allo strepito delle trombe nemiche, che squillano ad un tempo: allora si danno alla fuga, credendo che tutti i quartieri della città fossero in potere del nemico. Gli abitanti dei due quartieri chiamati Città Nuova, e Tiche, gettansi ai piedi del console pregandolo a risparmiare le loro vite e le loro famiglie. Filodemo consegna il sobborgo Euriale: Epicide abbandona l’Acradina, gli assediati si danno a Marcello, e si schiudono tutte le porte ai Romani. Era la stagione di autunno: il questore dell’armata s’impadronisce del tesoro reale, e la città è abbandonata al saccheggio. Si preservano appena le statue ed i quadri che furono a Roma trasportati. La gioia provata da Marcello all’occasione di questa vittoria fu intorbidata dalla morte del famoso Archimede, il quale malgrado gli ordini espressi del console fu ucciso da un soldato, che non conosceva cotesto grand’ uomo . Pressoché tutte le città che avevano abbracciato il partito dei Cartaginesi si assoggettano ai Romani. Marcello riceve a