CANTI ILLIRICI 75 520 Su vi sparge anelli e anellini, Fitte perle e care gemme; Poi cava la spada lucente, E dice alle tre fanciulle: Chi è costì la fanciulla Roscanda, 525 Accinga le balze e le maniche, Raccatti gli anelli e i cerchiellini, Le fitte perle e le care pietre. Ma se alcun’altra si move, (Così la fede mia m’aiuti) 530 Le mani le taglierò infino al gomito. — Quand’udiron ciò le tre belle fanciulle, Ambedue le da’ lati a quella di mezzo guardarono, E Roscanda all’erba verde: Tira su le balze e le seriche maniche, 535 E raccatta gli anelli e i cerchiellini, Le fitte perle e le care pietre: E le due fanciulle fuggirono. Ma Milosio scappar non le lascia, Ma ambedue prende per mano: 540 Tutte e tre conduce dinanzi a Sire Stefano: Al Sire dà Roscanda la vergine, E dàgliene una oltre a Roscanda; E la terza a se tenne. Il Sire nel mezzo degli occhi lo bacia: (520) La lingua nostra non ha da distinguere burma da perstegne> come ii greco. Burma anche anello con corniola. (521) Nel testo gli è singolare e più bello. Fitta perla e cara pietra. Prezioso diaspro, agata ed oro. (529) Comune. Così Dio m’aiuti. Bello che la fede l’aiuti: che dà all’uomo il merito del soccorso divino senza toglierlo a Dio. (532) Kraigne, sredne. — Due sole parole. Noi avremmo le estreme, la mezzana: ma non è chiaro bene. (533) Non per brama di raccattare, ma come chi s’accinge alla cosa. (537) Gevoike doije: posposto, come nel greco moderno suole. (542) Uz: sopra. Che dipinge meglio.