DEI RE DI FRANCIA 233 avendo ricevuto di Francia un rinforzo di mille lande e di dodicimila Svizzeri, si concertò col duca d’ Urbino , generale dei Veneziani , per far 1’ assedio di Pavia. La città investita il'9 settembre fu presa* d’ assalto il 19 e spietatamente saccheggiata, giusta Muratori. II castello alcuni giorni dopo, aggiuns’egli, fece una capitolazione onorevole ed utile alla guarnigione. Ma P^via fu ripresa Panno seguen’e il di 3o agosto da Antonio de Leve per una battaglia vinta contra il conte di san Poi. Dopo questo infortunio le truppe francesi disertarono per corpi, e ben presto non se ne trovarono più nel Milanese. D’ altronde esse erano inutili, perchè sino dal 3 agosto era stata segnata la pace tra le potenze belligeranti, e probabilmente non n’era ancor giunta la nuova in Italia, quando fu ripresa Pavia. Due principesse avevano fatto le parti di plenipotenziari], la govcrnatrice cioè de’Paesi-Bassi, Margherita d’Austria a nome dell’imperatore e la duchessa d’An-gouleme in nome del re suo figlio. Dopo alcune conferenze apertesi nel mese di maggio nella città di Cambiai, era stato convenuto e fermato che P imperatore desisterebbe dalle sue intraprese sulla Borgogna, e il re di Francia ri-nunciercbbe all’omaggio della Fiandra e dell’Artois e pagherebbe due milioni di scudi d’oro pel riscatto de’suoi figli tenuti ostaggio in Madrid. Questo trattato si chiamò la pace delle dame. Francesco I esaurite le sue finanze tanto ne’suoi piaceri , quanto nella guerra, fu da Enrico Vili assistito con quel denaro che il primo aveva promesso all’imperatore. Soddisfatto a questo debito (1) egli partì nel mese di giugno i53o per andare incontro a’ suoi figli che gli Spa-gnuoli ricondussero al sito stesso a cui erano stati lor con-segna'ti nel i5a6. Eleonora sorella deir imperatore e vedova di Emanuele re di Portogallo , li accompagnava per compiere il suo matrimonio con Francesco I, a cui era stata fidanzata col trattato di Madrid. 11 re li accolse il dì 3 luglio, e all’indomani egli si sposò con Eleonora nel- (1) I) cancelliere du Prat aveva fatto coniare i due milioni di scudi al di sotto della lega a cui dovevano giungere. Accortisi di questa super— chieria gli Spagnuoti, obbligarono la Francia a pagare la differenza.