DEI RE DI 'FRANCIA za sapere a che risolversi. Ma all’ indomani (sabbato agosto) avendo eli n,uovo conferito insieme, conclusero doversi toglier di mezzo l’ammiraglio cd impiegare la forza aperta, non essendovi più speranza di riuscire colla scaltrezza e l’astuzia. Quindi recatisi il dopo pranzo al gabinetto del re, fecero chiamare mons. de Nevers, il maresciallo di Tavannes (i),.mons. de Iìetz poscia marescial- lo e gran priore, fratello naturale del re. La regina madre prendendo la parola, cominciò dallo spaventare il re rappresentandogli l’imagine di una nuova guerra civile più delle precedenti furiosa e pronta ad iscoppiare. Ella accusò l’ammiraglio di averne formato il progetto di cui fece i particolari. Di già , diss’ella, egli ottenne dai principi protestanti d’Alemagna diecimila reitres e seimila uomini di Svizzera che sono in marcia per portarsi a raggiugncrc le leve clic i capitani van facendo nelle differenti provincie di Francia. I Cattolici, testimoni di tali movimenti c vedendo l’inazione del re, si avvisarono di formare una lega tra essi e darsi un capo indipendente, lo clic annichilirà 1’ autorità regia e immergerà in orribile confusione il regno. Per ¡stornare le sciagure che minacciano , l’unico spediente infallibile sarebbe di uccidere l’ammiraglio, capo ed autore di tutte le guerre civili. Con esso lui an-nienterebbonsi i disegni degli Ugonotti, c i Cattolici soddisfalli e contenti del sagrifìzio di una, di due o tre persone, rimarrebbero sempre obbedienti al re. La regina madre aggiunse molt’altre considerazioni e fu appoggiata dal duca d’Anjou e da altri membri del comitato secreto. Il solo mons. de Retz fu di contrario parere. Egli combattè coi più forti motivi di politica contra l’assassinio che si meditava dell’ammiraglio; ma gli fu risposto con tanta energia che gli fu forza tacersene. Allora avvenne un cangiamento improvviso nello spirito del re, e così sorprendente che non contento di abbracciare 1’ opinione del (l) Assicura^ nelle sue Memorie il maresciallo di Tavannes di’ egli insistette fortemente per far salvar dalP eccidio il re di IN avana e il principe di Conile, e che prevalse il suo avviso*, l.o stesso dice il duca di Nevers rapporto a lui. Queste due testimonianxe ponno esser vele egualmente: tr nulla impedisce dal far die vi si prestine fede.