DEI RE DI FRANCIA mico fuori de’ suoi stati , si addentrò nel Milanese , fu accolto in Milano alla metà di ottobre, e nel giorno 28 ricominciò l’assedio di Pavia. Occupato al tempe stesso nel conquisto di Napoli , distaccò diecimila uomini del suo esercito per siffatta spedizione. L’anno i525, Pavia sempre assediata e stretta vieppiù , si vide alla vigilia di arrendersi 0 di esser presa d’assalto; ma fu liberata dal pericolo mercè la fortuna di un combattimento. Nel 24 febbraio mentre gl’ Imperia- li passavano sulla fronte del campo francese per recarsi a Mirabel, il re mosse colla sua armata, contra il consiglio de’ suoi migliori uffiziali . per attaccarli. La sola sua artiglieria poteva assicurargli la vittoria ; ma fu tale la sua imprudenza che rese inutile 1’ artiglieria , essendosi egli posto tra essa e il nemico. I prodigii di valore da lui fatti non poterono riparar quest’ errore; fu battuto e fatto prigioniero con perdita di ottomila uomini. In questa funesta giornata perì in età di scttant acinqu’ anni il prode de la Trcmoille, quel valoroso capitano che aveva servito con gloria sotto quattro re francesi. Bonnivet, causa di tutte le disgrazie co’ suoi perniciosi consigli, si ebbe la stessa sorte, al pari di copioso numero di grandi. Il re condotto dapprima a Pizzighettone fu poi trasferito a Madrid, ove fu posto prigione nel castello. Tosto che sì seppe in Francia una tanta sventura, la principessa d’An-gouleme, madre del re, fu dichiarata reggente, e il conte <1’ Ale neon, Carlo di Borbone, avolo di Enrico IV, nominato capo del consiglio di reggenza. Il re stesso annunciò a sua madre l’esito della battaglia: Tutto è perduto, le scrisse egli, meno l’ onore. Il 3o agosto la reggente fece coll’Inghilterra un trattato di lega offensiva e difensiva. Questo monarca geloso dei successi dell’imperatore, tenne allora in bilancia i due principi rivali, e fu, al dire di un celebre moderno, il guardiano della libertà d’Europa. Frattanto il re prigioniero veniva trattato dal suo vincitore non coi riguardi dovuti ad un principe sfortunato di lui eguale. Finalmente il 14 gennaio i52d Francesco I stipulò coll’imperatore nella sua prigione un trattato col quale gli cedette il ducato di Borgogna, la contea di Cha-roíais, le signorie di Noyers e di Castel-Chinon, e rimili-