DEI RE DI FRANCIA 5oi di Confllans, staccato dalle truppe del principe di Soubisc chc si erano separate verso la metà di agosto da quelle del maresciallo di Broglio, s’impadronì di Embden occupata dagl’ Inglesi e fece prigioniera di guerra la guarnigione. Verso lo stesso tempo il marchese di Viomenil con un distaccamento dello' stesso esercito, fece il conquisto della contea di Diephold. Il 3 ottobre il principe di Condì, staccato del pari dall’armata di. Soubise , s’impadronì della città di Meppen dopo quattro giorni di trincea aperta , e fece prigioniera di guerra la guarnigione. Il io il conte di Lusazia alla testa di un corpo di Sassoni s’impadronì della città di Wolffenbuttcl, facendo al pari prigioniera la guarnigione. Nell’Indie il i5 gennaio la città di Pondichcri, cui gl’inglesi tenevano bloccata per mare da nove mesi e per terra dal mese di novembre precedente , si arrese alla fine per maifcanza di viveri. 11 io febbraio un distaccamento della compagnia inglese dell’ Indie tolse a quella di Francia la fattoria di Malie sulla costa del Malabar. Ajlari ecclesiastici. In quest’ anno cominciò il grande oggetto della distruzione dei Gesuiti in Francia. Il 17 aprile 1’ abate Chauvelin , consiglier-chierico del parlamento di Parigi , denunciò alle camere raccolte le costituzioni di quella società siccome contenenti parecchie cose contrarie al .buon ordine , alla disciplina della Chiesa ed alle massime del regno. Nel giorno stesso venne con un decreto prescritto ai Gesuiti di recare nel termine di giorni tre al cancellici- civile della corte, un esemplare a stampa delle loro costituzioni, lo che il giorno dopo fu eseguito. Nel dì 8 luglio sull’ informazione datane dalle genti del re, dell’esame da essi fatto alle costituzioni dei Gesuiti, si emanò editto prescrivente la nomina di com-missarii per esaminare tanto esse costituzioni che il contenuto di delta informazione', decreto chc fu immediatamente seg-uito da un nuovo discorso dell’abate Chauvelin, con cui denunciò alla corte le sospette opinioni nel dogma della morale, di parecchi teologi gesuiti sì antichi che moderni, da cui risulta, secondo lui, che tale è l’insegnamento costante e non interrotto della società. Frattanto il re aveva nominato per suo conto commissarii del consiglio per esaminare le costituzioni gesuitiche, e sul loro