DEI RE DI FRANCIA 23 Sotto il regno di Enrico, l’arte medica dovette occuparsi di un morbo epidemico dichiaratosi l’anno ic>43 clic fece terribili guasti nel regno per lo spazio di quasi due secoli. Era questo una specie di carbone pestilenziale che appellavasi la malattia degli ardenti. Fondaronsi ospitali pei poveri che ne venivano attaccati, e si fecero voti ed offerte per la cessazione di tale flagello. L’ anno io53 Enrico fornì truppe a Guglielmo conte di Arques, contra Guglielmo il Bastardo duca di Normandia, difeso sin allora da questo monarca. Ma provò il dispiacere di sentire che erano state sconfitte a Val de Dunes. Collegatosi contra lo stesso duca con Goffreddo Martello conte di Anjou , entrò in Normandia per la contea di Evreux, mentre Eude di lui fratello da lui tratto di prigione guidava una parte delle sue truppe per penetrarvi per la via del Beauve'se. I Normanni comandati da Ruggiero di Mortemer, e Roberto conte d’Eu, sorpresero a Mortemer l’anno io54 prima di quaresima, l’esercito di Eude immerso nella dissolutezza , c gli presentarono battaglia in cui il conte di Ponthieu fu fatto prigioniero, e l’armata posta allo sbaraglio. Enrico alla nuova di tale infortunio partecipatogli dallo stesso duca per ¡spaventar- lo, ritirossi precipitosamente (Bouquet, T. XI. p. 46). 11 principe Eude finì qualche tempo dopo i suoi giorni senz’ altra qualificazione che quella di fratello del re: Nul-lius dignitatis fastìgio sublimatus ( ibid. p. 4^3 ). Baule Tortaire dice, che la sua morte fu in castigo del saccheggio da lui dato in un terreno dipendente da san Benedetto sulla Loira; mestiere, die’egli, a cui si dava per supplire alla sua indigenza (ibid. ). Filippo primogenito di Enrico, era quegli a cui quel principe destinava il trono che poteva egualmente trasmettere all’altro suo figlio. Per assicurargli tal preférenza, lo fece consacrare a Reims il giorno di Pentecòste (23 maggio) io5g, epoca di una nuova carestia che durò sett’anni, c fu paragonata a quella d’Egitto avvenuta sotto il governo del patriarca Gioseffo. Enrico non ne vide la fine, essendo morto a Vitri nella foresta di Bierre, oggidì Fontainebleau, il 29 agosto 1060 nell’anno trentesimo del suo regno, dopo la morte di suo padre. Orde ri co Vital dice, che morì per una medicina