PEI RE DI FRANCIA si conscrverrebbe nel eodice penale, ma ridotta alla privazione della vita senza tortura, e ad ogni condannato a pena capitale si troncherebbe la testa. Il 21 giugno a due ore del mattino il re con sua moglie , i suoi due figli c la sorella, uscirono furtivamente dalle Tuillcrie dirigendosi verso le frontiere; ma nel dì 21 fu arrestato a Varen-nes dal mastro di posta di san Meneliould. Il re c la famiglia reale rientrarono in Parigi il 25 giugno a sett’ore della sera. Il 27 agosto dichiarazione di Pilnitz firmata tra l’imperatore e il re di Prussia, colla quale questi principi promettono agli emigrati francesi l’appoggio delle potenze di Alemagna se continuasse a richiederlo la situazione delle cose di Francia. Assemblea costituente. La costituzione degli Stati generali in assemblea nazionale fu una misura decisiva còn-tra i ministri e la corte. I deputati ebbero da quell’epoca un credito ed un potere , il cui impiego ben diretto poteva salvare la monarchia e lo stato; ma alcuni interessi privati e più ancora l’effervescenza che allora agitava tutti gli spiriti, aprirono un varco troppo esteso alla malaugurata rivoluzione che desolò poscia il suolo francese. Quest’assemblea abolì i voti monastici, le decime ecclesiastiche, decretò la costituzione civile del clero, escluse gli ecclesiastici da ogni funzione pubblica, siccome incompatibile col loro ministero , volle da essi un giuramento che produsse in Francia un grande scisma politico , e decretò che l’elezione dei vescovi e dei curati sarebbe in avvenire fatta dal popolo ed a pluralità di voti. Essa recar fece alle zecche l’argenteria di tutte le chiese giudicate inutili al culto. Si abolì la nobiltà ereditaria e i titoli di duca, conte, barone e marchese, non che ogni altra distinzione onorifica di superiorità 0 potere risultante dal sistema feudale. Si soppressero i parlamenti, le corti de’sussidii, le camere dei conti, ed ogni altra corte sovrana e supcriore. Si decretò alla sola nazione appartenere il diritto di far la guerra e la pace. Si mise in vendita i beni nazionali ed ecclesiastici c si portò la lista civile a venticinque milioni e il trattamento vedovile della regina a quattro milioni annui.