266 CRONOLOGIA STORICA Loira. Due giorni dopo ne comparve un’altra banda ch’ebbe lo stesso trattamento. Calcolansi oltre miladuecento persone che perirono in queste diverse esecuzioni. Il duca di Guisa salvò per altro a parecchi la vita, ed erano tanto più degni di compassione, che non sapevano nemmeno perchè venissero condotti via. In tal guisa restò sventata la congiura, di cui alla corte veniva il principe di Condè considerato qual muto capo. Guardato da guardie e sensibile a tale incolpazione, egli imprese a giustificarsi in piena udienza, e terminò col gettare il suo guanto di sfida contea qualunque ardisse dichiararsi per suo accusatore. II duca di Guisa cui alludeva tale disfida, ebbe la generosità di parlare in difesa del principe, e si esibì anche di unirsi a lui se si fosse ammessa la prova del duello. Non si osò di portar la cosa più oltre. Tosto che il principe si vide libero, lasciò la corte per ritornare verso il re di Navarra. Egli s’ era mostrato sin allora Cattolico ; ma giunto a Bearn , professò apertamente il Calvinismo. Gli Ugonotti (così cominciaronsi a quell’epoca a chiamare i settatori di Lutero e di Calvino) altieri per tal mutazione che loro assicurava un possente protettore, destarono sollevazioni in molte provincie. La corte spedì ordini ai governatori per reprimerle. Nel mese di maggio si pubblicò un editto a Romorentin per conferire ai vescovi il conoscere de’delitti di eresia, e interdirlo ai parlamenti. Michele de 1’ Hopital, il quale nel òo giugno successivo sostituì il cancelliere Olivier morto di rammarico per le turbolenze avvenute nel 3o marzo precedente, ne fu l’autore, e non Io compose, per quanto si disse, se non per evitare lo stabilirsi dell’ Inquisizione. Esso proibisce ai Calvinisti di tenere assemblee, e crea in ciascun parlamento una camera che non deve far conoscenza che di ciò ; essa chiamossi la camera ardente. Il re nel giorno 21 agosto e successivi tenne a Fontainebleau un consiglio straordinario per cercar rimedii alle divisioni intestine. Fu esso numerosissimo e durò tre giorni. I pareri furono molto divisi. L’ammiraglio di Coligni v’intervenne, presentò una supplica a favore dei Calvinisti, e la sostenne con un eloquentissimo discorso. Giovanni di Montluc, vescovo di Valenza e consigliere di stato, non parlò con maggiore riserva contra i