DEI RE DI FRANCIA aveva ammassate immense ricchezze colle quali calcolava di acquistare il papato. Appena fu morto, il re volendo dividere le sue spoglie, prese da’suoi eredi a prestito forzato centomila scudi. Fu in tale occasione che si fece la tanto conosciuta allusione: sat prato, biberunt. La Francia a quel tempo vide comparire un nuovo eresiarca nella persona di Giovanni Calvino , il cui vero nome era Chauvin. Nato 1’ anno i5og da Gerardo Chau-vin, bottaio e procurator fiscale dei vescovo di Noyon, egli contava appena ventisei anni quando si mise a dom-matizzare sopra un piano clic diferiva dalla dottrina di Lutero, principalmente in ciò che ¡negava non solo come lui la transustanziazione, ma la presenza reale nel Sacramento dell’ altare , aboliva la gerarchia e sopprimeva tutte le cerimonie della Chiesa siccome altrettante superstizioni. Il suo libro delle Istituzioni Cristiane da lui pubblicato cinqu’anni dopo e che ardi intitolare a Francesco I con una dedicatoria considerata come un capo d’opera di eloquenza, gli fece gran numero di proseliti. Ma vedendo accesi in Francia i roghi pei novatori, passò in Italia presso la duchessa di Ferrara, che infettò delle sue eresie. La protezione di quella principessa noi mise però al coperto delle investigazioni che di lui .si facevano. Obbligato a fuggire rivalicò le Alpi e si recò a stabilirsi a Ginevra, ove acquistò un’autorità eguale all’incirca a quella del papa in Roma. Ivi egli finì i suoi giorni il 27 maggio i564 in età di cinquantacinqu’anni, lasciando al dir di un-moder-no molti ammiratori e molto maggior numero di nemici. I suoi settarii presero il nome di Riformati invece che quello di Calvinisti che danno ad essi i Cattolici. E veramente si ha torto di attribuir loro il nome di Calvinisti, poiché tranne l’articolo dell’Eucaristia, nel quale si accordano con Calvino nel rigettare la presenza reale, essi ditferiscono quasi che interamente da lui sugli altri punti di controversia. Nè meglio sono in accordo tra loro, e sarebbe difficile di rinvenir due teologi di quella setta che fossero unanimi nella maniera di pensare sugli oggetti della fede. L’imperatore e il re di Francia erano sempre 1’ uno a vista dell’altro in istato di guerra. L’anno 1536 dopo